Carlo Carpi detenuto in carcere: a Genova il presidio per l’ex candidato Sindaco di Imperia. “Vogliamo che venga trattato come prevede la Legge” / Foto e video

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Carpi, infatti, dal primo luglio scorso, si trova detenuto nel carcere di Marassi a Genova.

“Siamo qua per chiedere che venga attuato quanto previsto dalla legge”. Così afferma Maria Gabriella Tassara, madre di Carlo Carpi, l’imprenditore genovese candidato sindaco alle scorse elezioni a Imperia e Sanremo, nel corso di un presidio organizzato in piazza De Ferrari a Genova per chiedere  per suo figlio.

Carpi, infatti, dal primo luglio scorso, si trova detenuto nel carcere di Marassi a Genova. Un arresto richiesto dalla Procura generale di Torino a seguito di una condanna, passata in giudicato, di un anno e 10 mesi di reclusione per calunnia e stalking nei confronti di un giudice genovese.

Carlo Carpi in carcere: a Genova il presidio di solidarietà

Maria Gabriella Tassra – Madre di Carlo Carpi

“Siamo qua per chiedere che venga attuato quanto per legge previsto. Non un trattamento differenziato, Carlo Carpi ha sempre accettato quanto la legge gli chiedeva di fare, di andare agli arresti, di operare correttamente. Ha sempre fatto dei ricorsi secondo legge.

Anche in Cassazione abbiamo avuto delle Sentenze che non erano motivate. Lui è entrato in carcere come era dovuto secondo l’attuale situazione giuridica.

Ciò non toglie che riceva in questo momento un trattamento diverso dagli altri carcerati. Questo non mi sembra corretto.

La posta deve essere vidimata come fosse un mafioso. È stato condannato per dei reati molto ma molto minori. Se mai saranno definitivi.

Chiede la visita di amici e colleghi, perchè ha una sua posizione sociale. Ha chiesto ripetutamente la visita della compagna.

Solo dopo l’intervento dei Carabinieri alla Polizia Carceraria è riuscito ad avere questo permesso.

È al di fuori di un comportamento normale. adesso ha chiesto più volte i domiciliari, perchè ha già avuto un presofferto di 7 mesi, più altri 4 mesi.

Chiede la norma, non chiede un qualcosa di più, un trattamento di favore. Chiede un trattamento come gli altri.

Non è giustificato questo rigorismo, questa sua detenzione al di fuori dell’uso comune”.

Una prima decisione, una prima condanna per calunnia non porta al carcere. Ci sono molti casi dove l’arresto diventa arresto domiciliare.

Noi abbiamo dimostrato l’idoneità della casa. La mia disponibilità a mantenerlo. Il carcere penalizza anche chi ha una attività, abbiamo sopperito anche a questo.

I medici interni hanno espresso dei pareri. Chiunque lo conosca non può dire che sia una persona pericolosa. È una persona tenace, ma non pericolosa”.

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