Imperia: “Memorie onegliesi”, il convegno in biblioteca. “Se perdiamo il passato, non possiamo comprendere il presente” / Foto e video

Cultura e manifestazioni

Si è svolto ieri, presso la Biblioteca Civica Lagorio, il convegno dal titolo “Memorie e curiosità Onegliesi”, nell’ambito delle iniziative di “Aspettando il Centenario”.

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Si è svolto ieri, presso la Biblioteca Civica Lagorio, il convegno dal titolo “Memorie e curiosità Onegliesi”, nell’ambito delle iniziative di “Aspettando il Centenario”.

Presenti Maurizio Giordano, appassionato di storia locale, con immagini tratte dalla ricca collezione di famiglia riguardanti edifici, fabbriche e strutture che hanno fatto la storia di Oneglia, e Nerina Neri Battistin, autrice di numerosi libri dal sapore locale, che si è concentrata su un personaggio caro al ricordo di tutta Imperia, Lucetto Ramella.

A condurre e concludere l’evento è stato Francesco Vatteone, storico della Fidelissima, che ha portato curiosità e memorie onegliesi. Presente anche Marco Podestà, il presidente del Comitato San Giovanni, organizzatore del convegno e della relativa mostra.

Francesco Vatteone

“Se perdiamo la memoria non conosciamo il presente e non conosceremo mai il futuro. Abbiamo fatto questo incontro nell’ambito del 96° anniversario della fondazione della nostra città proprio per ricordare degli eventi particolari, simpatici, curando anche degli aneddoti che non tutti conoscono”.

Nerina Neri Battistin

Mi concentrerò su un personaggio particolare che è conosciuto da tutti, Lucetto Ramella, una vera istituzione. Amava Oneglia ed era amato dai cittadini onegliesi.

Imperia è migliorata nel tempo, è diventata più accogliente. Rimangono dei punti fondamentali, i portici, Calata Cuneo, Borgo Peri e la Galeazza, punti chiavi della città”.

Maurizio Giordano

“Oggi parliamo di Oneglia ai primi anni del 1900, fino al 1923 quando si è unificata agli altri comuni per creare Imperia. Com’era Oneglia 100 anni fa? Era una città che faceva sognare, era all’avanguardia in ogni settore, in particolare in quello industriale. Venivano dalla Lombardia, dal Piemonte dal resto della Liguria per trovare lavoro, e lo trovavano. Oggi è un po’ spenta. Questa riflessione è anche un augurio per le nuove generazioni”.

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