Imperia: migranti, 31 No Border a processo per scontri a Balzi Rossi. Nuovo presidio davanti al Tribunale / Le immagini

Attualità Imperia

Fuori dal palazzo di giustizia, gli attivisti hanno organizzato un breve presidio, mostrando uno striscione.

È tornato in aula questa mattina, in Tribunale a Imperia, il processo che vede sul banco degli imputati 31 No Border denunciati il 1 ottobre 2015, accusati di occupazione degli scogli e pineta dei Balzi Rossi e, 6 di loro, di violenza privata nei confronti di un giornalista di una televisione locale.

In occasione della nuova udienza, fuori dal palazzo di giustizia di Imperia, gli attivisti hanno organizzato un breve presidio, mostrando uno striscione riportante la scritta: “Coloro che rinunciano alla libertà essenziale per acquistare un po’ di sicurezza temporanea non meritano né libertà né sicurezza”.

Il processo è rinviato al prossimo 27 gennaio 2020.

Imperia: No Border a processo per occupazione abusiva di luogo pubblico e violenza privata su giornalista

I fatti risalgono all‘ottobre 2015, quando a Ventimiglia la tensione era alle stelle per l’accampamento presso i Balzi Rossi, a ridosso del confine con la Francia, allestito da migranti e No Border. La notte tra il 30 settembre e il primo ottobre Carabinieri e Polizia eseguirono un blitz per sgomberare le persone accampate nel luogo, che si è concluso con la denuncia di 31 No Border, la maggior parte di nazionalità italiana e alcuni di nazionalità francese.

L’accusa è di occupazione abusiva di un luogo pubblico e, per 6 di loro, c’è anche l’accusa di violenza privata nei confronti di un giornalista di una televisione locale che si era recato sul posto per effettuare un servizio.

Alcuni No Border sono difesi dall’avvocato genovese Laura Tartarini, altri dall’avvocato Tambuscio e la parte restante da avvocati di Torino, di fronte al PM Alessandro Bogliolo.

Il processo è rinviato al 27 gennaio 2020, mentre la discussione è prevista per il 15 giugno 2020.

Durante l’udienza di oggi, in Tribunale a Imperia, sono stati sentiti, davanti al giudice monocratico Francesca Minieri, i testimoni dell’accusa. 

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