Arresto Sindaco Triora: altri 12 indagati per bracconaggio e armi. Raffica di perquisizioni

Cronaca Cronaca Entroterra

Dall’inchiesta della Polizia Postale, coordinata dall’ispettore Ivan Bracco, è emersa la presenza di diverse squadre di caccia di frodo di cinghiali, caprioli e camosci.

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!

Salgono a 12 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal Pubblico Ministero Luca Scorza Azzarrà, per bracconaggio che ha portato all’arresto ai domiciliari del Sindaco di Triora Massimo Di Fazio.

Traffico d’armi e bracconaggio: salgono a 12 gli indagati

Dallo scorso lunedì mattina, il sindaco di Triora, ora sospeso, è agli arresti domiciliari con l’accusa di traffico d’armi e bracconaggio. Il giorno stesso, è scattata la perquisizione di Carabinieri e Polizia Postale nel suo ufficio a palazzo civico, alla ricerca di documentazione di interesse investigativo.

Contestualmente, le perquisizioni si sono allargate a diversi altri luoghi tra valle Argentina, val Verbone e val Nerbia.

Dall’inchiesta della Polizia Postale, coordinata dall’ispettore Ivan Bracco, è emersa la presenza di diverse squadre di caccia di frodo di cinghiali, caprioli e camosci.

Le indagini hanno portato al sequestro di fucili e munizioni e l’iscrizione nel registro degli indagati di altre 12 persone, alcune delle quali avrebbero esercitato la caccia insieme a Di Fazio, accusate a vario titolo di aver esercitato la caccia in un periodo vietato e di porto illecito di arma da sparo.

In particolare, grazie a pedinamenti e intercettazioni, sono tre gli episodi contestati, risalenti a gennaio scorso. Tra questi, in un’occasione, sarebbe stato abbattuto un esemplare di cinghiale femmina.

Il sindaco Massimo Di Fazio agli arresti domiciliari

Al momento Di Fazio è l’unico soggetto a misura cautelare, al quale è contestato anche di non aver rispettato il divieto di detenere armi, munizioni ed esplosivi che gli era stato applicato nel 2010 dopo una prima accusa di bracconaggio, terminata con un’oblazione.

Il primo cittadino della valle Argentina, quest’estate, era stato raggiunto da un avviso di garanzia con l’ipotesi di reato di inquinamento ambientale e abusi edilizi nella sua veste di amministratore delegato della società “Terra Brigasca” che gestisce la foresta di Gerbonte.

La foresta di proprietà demaniale, estesa oltre 600 ettari, era stata sequestrata già quest’estate per evitare un possibile inquinamento delle prove. Massimo Di Fazio era stato eletto sindaco di Triora nel giugno 2018.

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!