Imperia: non basta il clima a farti bella. Senza autocritica, l’Italia ci lascia indietro/L’editoriale

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Il principale quotidiano economico del Paese è passato da essere il depositario della verità assoluta a un giornaletto divulgatore di classifiche “assurde”.

Per il Sole 24 Ore quella di Imperia è una delle province d’Italia in cui si vive peggio (89ª su 107), la peggiore del Nord Italia. La notizia ha fatto scattare le reazioni di sdegno e incredulità degli amministratori del capoluogo. Gli stessi che, solo pochi mesi fa, esultavano per la classifica, stilata sempre da Il Sole 24 Ore, che premiava Imperia per il clima migliore d’Italia, poi divenuta elemento cardine della strategia di marketing turistico.

Il principale quotidiano economico del Paese è passato da essere il depositario della verità assoluta a un giornaletto divulgatore di classifiche “assurde”.

Esemplificativo, a riguardo, il triplo salto mortale, carpiato, del vicesindaco Fossati. Nel marzo del 2019 scriveva, sul proprio profilo Facebook, postando la notizia “Indice del clima, ecco le città italiane dove si vive meglio”, “per fortuna che c’è il Sole 24 Ore a parlare bene di Imperia”.

Due giorni fa, a distanza di pochi mesi, Fossati ha cambiato opinione in merito alla serietà delle classifiche pubblicate da Il Sole 24 Ore, ironizzando sull’89° posto di Imperia in quanto a qualità della vita.

“Come no, certo. Comunque, poiché ormai mi sono abituato, rimango a vivere ad Imperia” e ancora “assurdo paragonare Imperia con Milano, sono due cose completamente diverse e non paragonabili. Detto questo, certamente ci sono problemi, ma sono convinto che questa classifica sia errata e figlia di errate valutazioni, probabilmente legate alla sufficienza con cui vengono forniti i dati richiesti per queste ricerche”.

“Conosco decine di imperiesi – continua Fossati – che per studio o lavoro vivono a Milano e farebbero carte false per tornare ad Imperia. Credo sia oggettivo e noto. Queste classifiche sono ridicole”.

Anche il Sindaco Scajola se l’è cavata piuttosto bene. Nel marzo del 2019, postando la prima pagina de Il Sole 24Ore, con in bella vista uno scorcio della città capoluogo e il titolo ‘Imperia vince l’Oscar del clima’, scriveva “Il Sole 24 certifica che abbiamo il clima migliore di tutti”.

Nel dicembre del 2019 è cambiato tutto. I titoli de Il Sole 24 Ore devono essere presi con le molle. “Le statistiche vanno lette non soltanto dei titoli – ha commentato il primo cittadino in un’intervista su Radio 1 – vanno capite”.

Un pò di sana autocritica non guasterebbe. La provincia di Imperia ormai da anni naviga in cattive acque in tutte le classifiche sulla qualità della vita. E il clima, da solo, non può farne un’oasi felice. Continuare a negare l’evidenza, così come in passato si sono negati fenomeni ben più gravi, come criminalità organizzata, corruzione, malcostume nel pubblico impiego e clientelismo, non aiuta Imperia (e provincia) a emergere dalle sabbie mobili, ma a sprofondarci ulteriormente.

I giovani fuggono dal ponente ligure. È un dato di fatto, non il frutto del presunto clima di negatività diffuso dai giornali o dagli ‘oppositori’ , come spesso sottolineato, con stizza, dal Sindaco Scajola. Fuggono perché c’è poco lavoro e quello che c’è, purtroppo, è troppo spesso riservato a “quelli che contano”. Non bastano bagni di lusso, sale d’attesa comunali in stile Ministero, luminarie da 90 mila euro, portoni splendenti e fontane a rendere migliore una città se poi il lavoro resta un diritto per pochi eletti.

Esempio lampante è la vicenda Rivieracqua che, con i suoi concorsi truccati, ha scoperchiato l’universo di interessi che si nasconde dietro ai posti di lavoro.

Il fatto che la provincia di Imperia appaia in costante declino nonostante il clima migliore d’Italia dovrebbe essere motivo di preoccupazione ancora maggiore e non l’ennesima occasione per continuare a credersi, sempre e comunque, meglio degli altri.

 

Mattia Mangraviti

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