Ridateci una minoranza, ridateci un consiglio comunale. Imperia lo merita/L’editoriale

Attualità Imperia

 Emblema della pochezza, sotto il profilo politico, dell’intero consiglio, ridotto ormai a una platea per gli esercizi di stile e dialettica di Claudio Scajola.

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Ridateci una minoranza, ridateci un consiglio comunale. Vero. Politicamente combattuto, sentito. Lo merita Imperia, la sua storia. Lo meritano i cittadini.

Il voto contrario alla cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre, per il modo in cui è maturato, è l’epilogo scontato di una maggioranza schiava, politicamente, del proprio Sindaco. Emblema della pochezza, sotto il profilo politico, dell’intero consiglio, ridotto ormai a una platea per gli esercizi di stile e dialettica di Claudio Scajola che, sempre più Dominus indiscusso, non perde occasione per sciorinare pillole di autoreferenzialità (“Alla manifestazione per la Senatrice Segre c’erano tanti sindaci giovani. Io non conoscevo loro, ma loro conoscevano me”).

Vedere i consiglieri comunali di maggioranza (tranne Vincenzo Garibbo e Giuseppe Falbo, di Area Aperta, usciti dall’aula al momento del voto) opporsi, con la mano alzata, senza proferire parola alcuna, al conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre, fedeli alla linea dettata, in perfetto stile democristiano (“non dò indicazioni, ma mi sento di consigliare di non votare”), dal Sindaco, è stato mortificante prima di tutto per il concetto stesso di politica, di democrazia. 

Il tutto di fronte a una minoranza inerme, decimata nel numero e nelle idee. 

Assenti Davide La Monica, Roberto Saluzzo, Maria Nella Ponte, Monica Gatti, Enrica Chiarini e Edoardo Verda. Su una pratica fondamentale per il futuro della città, come quella del porto turistico, hanno preso la parola solo Guido Abbo, Fabrizio Risso, Antonello Ranise e Gianfranco Gaggero, gli ultimi due consiglieri loro stessi artefici del progetto dello scalo, nei primi anni 2000, al fianco, allora, del Sindaco Scajola. 

Il candidato Sindaco Lanteri, ex vicesindaco e assessore all’urbanistica negli anni chiave per la progettazione dello scalo è rimasto in silenzio, così come il collega Savioli.

Addirittura peggio è andata con la mozione sulla tassa di soggiorno, con un poco onorevole tutti contro Abbo, circondato da banchi vuoti e colleghi affetti da mutismo politico. Il Sindaco Scajola, sventolando la bandiera del “ti piacere vincere facile”, ha fatto la voce grossa. Un monologo da padre padrone, osservato da consiglieri e assessori, in un misto di riverenza e ammirazione. 

La degna, o indegna, a seconda dei punti di vista, conclusione, è arrivata con la mozione Segre. Da applausi, politicamente parlando, il confronto tra Risso (più volte tradito dalla commozione) e Scajola. Per il resto, il nulla.

Brutta pagina, l’ennesima. A prescindere dal credo politico.  Ridateci una minoranza. Ridateci un consiglio comunale. Lo merita Imperia, la sua storia. E lo meritano i cittadini, perché un’amministrazione senza contraddittorio è un pericolo per se stessa, per la città e, ancor di più, per la democrazia.  

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