19 Luglio 2024 01:14

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19 Luglio 2024 01:14

Il “Pagellone” di fine anno di ImperiaPost: i voti al sindaco, agli assessori e… / Parte I

In breve: Il voto è complessivo e non è appellabile nè dinnanzi al T.A.R. nè dinnanzi al Consiglio di Stato tantomeno alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo.

A dirla con le parole di Vasco Rossi: “eh già, siamo ancora qua”. Riecco l’appuntamento più atteso dai politici nostrani, il “Pagellone di fine anno di ImperiaPost”. Un cult che torna come di consueto per dare la nostra modestissima opinione sull’operato degli amministratori e affini della città di Imperia. Dunque è tempo di bilanci per i componenti dell’amministrazione, dei loro oppositori e di personaggi che gravitano attorno alla politica.

Il voto è complessivo e non è appellabile nè dinnanzi al T.A.R. nè dinnanzi al Consiglio di Stato tantomeno alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Per eventuali querele come ogni anno abbiamo un pool di avvocati (Carpano, Tahiri e pensiamo di ingaggiare anche il Prof. Coppi) pronti a difenderci dai “permalosoni” anche se speriamo tale iniziativa sia vissuta da tutti come una simpatica e goliardica pagella di fine anno.

Iniziamo subito dal sindaco e dalla giunta comunale.

Claudio Scajola (Sindaco) voto 5.5: Si dimostra politico di spessore. Fare, fa, non c’è dubbio. Detto questo, nel 2019 veste ancor di più i panni del padre padrone.

Commissiona quasi tutti gli assessorati e annuncia lavori per decine di migliaia di euro (vedi bagno di lusso del comune), nonostante la difficile situazione economica dell’Ente lasciando ai posteri l’ardua finanza. Più attento al muschio della fontana di piazza Dante che a creare opportunità di lavoro.

Ancora in attesa della sentenza del processo a Reggio Calabria, incassa una nuova inchiesta per truffa e peculato per l’utilizzo troppo disinvolto, secondo l’accusa, dell’auto del Comune. Accoglie con savoir-faire la condanna della figlia Lucia.

Già proiettato alle possibili alleanze in vista delle elezioni regionali, malgrado l’annunciato impegno quinquennale in Comune, nega la cittadinanza onoraria a Liliana Segre e ottiene “giustizia” per Gabrielli. Per il futuro, continua a sognare un’Imperia in veste Montecarlo.

Autostima incontenibile. Ormai se lo dice da solo. “Quando c’ero io…”.  Incorreggibile. 

Giuseppe Fossati (vice sindaco) voto 5: quest’anno l’insufficienza è piena. Il silenzio è divenuto quasi patologico: appiattito sulle posizioni del Sindaco o in attesa di uno scivolone di Claudione? L’assidua presenza, a palazzo, del suocero Vittorio, lo avrebbe messo non poco in difficoltà creando malumori con il primo cittadino. Per Fossati si pensa ad una promozione/trombatura in Regione. Unico sussulto da uomo di destra, la presa di posizione sul caso Segre. Seguace. 

Ester D’Agostino (assessore lavori pubblici) voto 6: Senza lode e senza infamia, la D’Agostino prova a fare il suo malgrado il commissariamento, di fatto, da parte del sindaco, che si trasforma all’occasione in ingegnere o architetto. Resiste e manda avanti l’ufficio. E una famiglia. Che non è poco. Seria. 

Antonio Gagliano (assessore alla viabilità e municipale) voto 5.5: Durante il 2019 il “Nino nazionale” ha vestito le più disparate divise: agente della municipale, netturbino, giardiniere e chi più ne ha più ne metta. Grazie all’influenza dei colleghi Gandolfo e Vassallo si è trasformato da capopopolo dei forconi a politico democristiano. Il suo cellulare è a disposizione della città, con la possibilità di fargli segnalazioni via whatsapp. La redazione attende ancora il promesso diploma di licenza media. Iperattivo. 

Laura Gandolfo (assessore all’arredo urbano e ambiente) voto 6.5: ci crede malgrado i conti non la aiutino. Registriamo un leggero calo dall’anno scorso forse a causa del nuovo incarico: badante del collega Gagliano. Presenza quasi stalkerizzante in città. Ottima l’idea del centro del riuso. Produttiva.

Fabrizia Giribaldi (assessore al bilancio) voto 6: “Bissi” per gli amici è in grado di moltiplicare i pani e i pesci grazie a formule matematiche e letterarie che neanche Petrarca. Sulle sue spalle il bilancio e l’economia cittadina dei prossimi quattro lustri. Coraggiosa.

Gianmarco Oneglio (assessore al commercio) voto 5.5: Il commercio con lui non è decollato, anzi. Nel corso dell’anno ha avuto non pochi problemi con gli ambulanti e la logistica delle fiere e dei mercati ha lasciato a desiderare. Epico l’ “Imperia Travel Blogger Contest”, maldestro tentativo di far conoscere le bellezze di Imperia. Con il suo contributo permette a Imperia di ottenere la tanto agognata bandiera blu. Non entusiasma neppure per i progetti relativi alla tassa di soggiorno. Meno paziente del solito quando si critica il suo operato o quello del Sindaco. Rimandato. 

 

Simone Vassallo (assessore alle manifestazioni e protezione civile) voto 4.5: Il maltempo gli ha cucito addosso un’altra delega. “porta ombrello del sindaco”. Perennemente in posa plastica per lo scatto del cronista, Vassallo ha perso un po’ del suo smalto nel corso del 2019 e le manifestazioni ne hanno senza dubbio risentito. Si trovano soldi per tutto, tranne che per realizzare un calendario eventi degno di un capoluogo di provincia. Il tutto è comunque sempre meglio che tornare a lavorare. Maggiordomo. 

Luca Volpe (assessore ai servizi sociali) voto 6: Il suo difetto è che è troppo buono e questo potrebbe essere un problema anche per il suo assessorato, il più delicato. Battesse un po’ più i pugni sul tavolo quando il sindaco parla di miliardi di euro di lavori pubblici, molto probabilmente si potrebbe fare di più per le fasce deboli. Indifferente sul caso pulmini per i bambini delle scuole. Attivo nell’ambito della divulgazione scientifica, disponibile quando lo si riesce a rintracciare. Timoroso.

Marcella Roggero (assessore alla cultura + direttrice Assonautica) voto 6: la sua duplice veste di assessore (controllore ed erogatore di fondi) e direttrice di Assonautica (controllato) sembra non creare problemi di opportunità all’interno del comune. Meno presente agli eventi mondani rispetto al secondo semestre del 2018, la Roggero ha comunque fatto il suo con iniziative lodevoli e degne di nota. Attiva.

Rosa Puglia (Segretario Comunale) voto 5: più che dipendente del comune sembra far parte dello staff personale del sindaco. La riconferma si sa, ha un prezzo da pagare, e la Puglia sembra aver cambiato registro rispetto all’amministrazione Capacci. Il peso di Claudione si fa sentire. Accomodante. 

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