Regionali 2020: Salvini ko, centrosinistra vince in Emilia. Centrodestra trionfa in Calabria. Debacle M5S

Politica Regionali 2020

È la sconfitta di Salvini, che in Emilia Romagna ha fatto campagna elettorale a tappeto. È la vittoria delle Sardine, che hanno risvegliato una coscienza politica sopita.

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È stata una notte di passione per la politica italiana, più per i sondaggisti, per la verità, che per un esito incerto della volata elettorale. In Emilia Romagna, alla fine, ha vinto il centrosinistra. Stefano Bonaccini ha staccato di quasi 8 punti Lucia Bergonzoni (Lega), nonostante una campagna elettorale a tappeto di Matteo Salvini.

In Calabria ha stravinto il centrodestra. Un plebiscito per Jole Santelli (Forza Italia), con 25 punti di vantaggio Pippo Callipo.

È stata la vittoria della politica. L’alta affluenza ha evidenziato, al di là vincitori e vinti, un riavvicinamento alla politica di nuove e vecchie generazioni. Salvini e Sardine, sotto questo aspetto, seppur con toni opposti, hanno recitato un ruolo fondamentale e di questo vanno ringraziati.

Regionali 2020: centrosinistra vince in Emilia Romagna, è la sconfitta di Salvini. Pd ringrazia Sardine

Sondaggisti Rai e SWG (L7, Mentana) nella notte hanno tenuto aperto il confronto, snocciolando proiezioni con esiti totalmente diversi. Per la Rai, un testa a testa tra Bonaccini e Bergonzoni, separati da poco più di due punti, per SWG, invece, partita chiusa già poco dopo la chiusura delle urne, con una prima proiezione che dava Bonaccini avanti di 10 punti.

Avevano ragione i sondaggisti di SWG. La vittoria di Bonaccini è stata netta, con oltre 8 punti di distacco (51,4-43,7 quando mancano ancora poche decine di sezioni da scrutinare).

È la sconfitta di Salvini, che in Emilia Romagna ha fatto campagna elettorale a tappeto, al fianco di Lucia Bergonzoni, con toni spesso sopra le righe (da Bibbiano al citofono del quartiere Pilastro a Bologna). Il leader della Lega non è riuscito a dare la cosiddetta spallata.

È la vittoria delle Sardine che, nate proprio in contrapposizione al leader della Lega, hanno risvegliato un sentire politico sopito da anni in Emilia Romagna, tanto che l’affluenza ha sfiorato il 70%. Salvini ne aveva sottovalutato la portata. Dovrà ricredersi.

Il Pd, grazie al suo candidato presidente, Stefano Bonaccini, equilibrato, nei modi e nei contenuti, rarità di questi tempi in politica, ha ottenuto una vittoria dal quale ripartire per ricostruire un partito che ha rischiato seriamente il tracollo.

Il voto in Emilia Romagna dichiara conclusa l’esperienza del M5S, con un ritorno al bipolarismo. Nato politicamente proprio in Emilia, a Bologna, con il primo Vaffa Day, il Movimento si è spento nella sua terra di origine, dopo un anno di agonia politica, culminato con le dimissioni del proprio leader Luigi Di Maio alla vigilia delle regionali. 

Il voto in Emilia certifica il peso politico delle Sardine che si candidano seriamente ad affiancare il Pd, nelle vesti di ala più radicale del centrosinistra, il PartitoDemocratico e ad accogliere i delusi del Movimento Cinque Stelle.

Regionali 2020: centrodestra stravince in Calabria. Forza Italia torna protagonista

La vittoria in Calabria della Santelli (55,4-30,2), invece, consegna al centrodestra una Forza Italia, seppur solo in parte, vista la debacle in Emilia Romagna (2,6%) rivitalizzata. Primo partito della coalizione, con il 12%, il partito di Berlusconi ha lanciato un messaggio chiaro a Matteo Salvini, candidandosi a un ruolo ancora decisivo nel centrodestra, nelle vesti di ala moderata, in “contrapposizione” a Fratelli d’Italia, in costante crescita (10% in Emilia e 8% in Calabria).

 

 

 

 

 

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