Impianto itticoltura alla Galeazza: il fronte del NO raccoglie oltre 1300 firme in 24 ore. La società risponde su Facebook:”dire che inquiniamo è diffamatorio”/ i dettagli

Attualità Imperia

Molti i commenti su Facebook che hanno portato il presidente della società Aqua di Lavagna Davide Orsi a rispondere agli utenti. 

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Oltre 1300 firme in 24 ore. È questo il risultato della petizione lanciata dall’attrice imperiese Livia Carli che ha come obiettivo quello di “impedire l’installazione di un impianto di itticoltura alla spiaggia galeazza di Imperia”. 

Una risposta forte da parte della popolazione che sembra in gran parte schierata contro il progetto, già approvato, della ditta Aqua di Lavagna. Molti i commenti su Facebook che hanno portato il presidente della società Aqua di Lavagna Davide Orsi a rispondere agli utenti.

“Abbiamo notato leggendo i commenti espressi tramite facebook – scrive Orsi – ed altri social innumerevoli inesattezze spesso dettate da disinformazione che tuttavia rischiano di distorcere la realtà dei fatti, supportata da elementi oggettivi, e di screditare se non addirittura diffamare la nostra attività ultraventennale.
Riteniamo pertanto opportuno precisare alcuni aspetti rilevanti:
AQUA gestisce da vent’anni a Lavagna un impianto del tutto analogo a quello previsto a Imperia presso Capo Berta, caratterizzato da completa esposizione agli agenti meteomarini, elevati fondali, forte e continuo ricambio idrico, basse densità di allevamento.
Queste scelte progettuali e gestionali, finalizzate all’ottenimento di un prodotto alimentare di qualità superiore, hanno permesso alla Società di mantenere un’elevata qualità delle acque, dei fondali e degli organismi bentonici nel sito di allevamento, qualità verificata da campagne di monitoraggio condotte 4 volte all’anno per vent’anni, certificate da Arpal, Regione Liguria e Università di Genova.
L’impianto è posizionato davanti alla spiaggia ricca di stabilimenti balneari di Cavi di Lavagna, tra Chiavari e Sestri Levante, ad una distanza di circa 1.000 metri dalla costa.
Lavagna ha la bandiera Blu con continuità da quasi 30 anni, smentendo nei fatti ogni possibile conseguenza negativa dell’impianto di acquacoltura sulla balneazione.
Dal 2016 si fregia altresì della prestigiosa Bandiera Verde, rilasciata da un’indagine condotta sui pediatri italiani, che certifica l’esistenza di spiagge a misura di bambino.
Poichè i turisti più attenti ricercano tutte le specificità del territorio visitato, alcuni ristoratori della zona indicano specificatamente nel proprio menù la provenienza del pesce dal nostro allevamento.

“…non possiamo e non vogliamo fermare il dissenso alla nostra iniziativa, ma desideriamo precisare che non tollereremo la diffamazione aggravata. Sappiate che la diffusione di un messaggio falso su FB è diffamazione aggravata punibile sino a tre anni oltre al risarcimento economico alla parte civile. Dire che inquiniamo è falso, dire che ci sono danni all’ambiente Marino è un falso. Vent’anni di monitoraggio di più enti lo dimostrano e siamo a disposizione di chi vorrà leggerli.
Quindi per tutti gli utenti di fb dite pure che non vi piace e non volete l’impianto ma sappiate che dire che inquiniamo e danneggiamo l’ambiente vi rende responsabili a nostro avviso di un reato penale”.

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