Imperia: Galeazza, stop a itticoltura. Parlano i vertici di Aqua. “Sorpresi da parole Sindaco, pronti a tutelarci in tutte le sedi”

Attualità Imperia

Stupore e delusione in casa Aqua dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa da Claudio Scajola, questa mattina, al termine del vertice tenutosi in Comune a Imperia.

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“Siamo rimasti stupiti dalla affermazioni del Sindaco”. Così Davide Orsi, presidente di Aqua, società titolare della concessione per la realizzazione di un impianto di itticoltura alla Galeazza, in merito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da Claudio Scajola, questa mattina, al termine del vertice tenutosi in Comune a Imperia.

Imperia: itticoltura Galeazza, Comune stoppa progetto. La reazione della società Aqua. “Pronti a tutelare nostri interessi in ogni sede”

Dott. Orsi, il Comune ha deciso di stoppare il progetto di itticoltura alla Galeazza, convocando una conferenza dei servizi. Come avete reagito in società?

“Siamo rimasti stupiti dalle affermazioni del Sindaco. Riteniamo di aver il pieno diritto della concessione. Abbiamo anche recentemente condotto, proprio su invito dell’amministrazione, a ulteriori verifiche. 

Nell’aprile del 2019 abbiamo presentato il nostro piano di investimento, sulla base del quale abbiamo preso impegni economici. Abbiamo investito centinaia di migliaia di euro per attrezzare l’area e rendere efficiente la struttura.

Per noi questo è un momento di  riflessione.  Valuteremo come sarà opportuno agire. Lunedì ci incontreremo con i legali dell’azienda e valuteremo che iniziative intraprendere”.

Il Sindaco, oltre ad aver annunciato lo stop al progetto, convocando una conferenza dei servizi, ha espresso forti dubbi sul rapporto costi-benefici per la città di Imperia. La vostra valutazione?

“Su questo aspetto il nostro stupore è ancora maggiore. Il nostro progetto, che l’amministrazione ci ha chiesto di ampliare, in un orizzonte temporale di 5 anni, prevede fino all’assunzione di 20 persone. Non siamo d’accordo neanche sul presunto impatto turistico negativo. Secondo noi, al contrario, è positivo, perché per certe categorie, quali gli amanti del mare e della natura, una struttura come la nostra crea un grande indotto. Noi abbiamo scolaresche che vengono a visitare l’impianto di Lavagna, diving che ci chiedono di fare immersioni.

Non c’è nessun impatto ambientale. Possiamo dimostrarlo in tutte le sedi possibili. Aggiungo che la questione della posidonia (pianta acquatica, ndr), sollevata nelle ultime settimane, è assolutamente una fake news. Il Sic (sito di interesse comunitario, ndr) si trova a 400 metri di distanza dall’impianto. Il fondale è stato valutato da esperti naturalistici, da biologi marini. E’ fangoso.

Abbiamo letto e continuiamo a leggere valutazioni poco comprensibili. Anche le autorizzazioni, sono sempre valide. La normativa, a differenza di quanto dice il Sindaco, non è cambiata. La concessione, inoltre, è già in essere. Non è decaduta, ne tanto meno è cambiato il procedimento amministrativo che l’ha portata a essere efficace”.

Il Sindaco ha ipotizzato, per non perdere i finanziamenti regionali e mettere tutti d’accordo, di spostare l’impianto in un’altra area della regione. E’ un’ipotesi per voi percorribile?

“Non è assolutamente fattibile. La zona non è stata scelta noi, ma  dalla precedente società Acquarius,  in collaborazione con la Regione Liguria. Scelta sulla base delle valutazioni fornite da esperti che hanno riscontrato condizioni ottimali nell’area di fronte alla Galeazza. Non è che noi possiamo spostarla dove vogliamo.

La concessione è in quell’area li, con buona pace di tutti. Perché nel 2008 l’amministrazione si era espressa in modo favorevole per il rilascio della concessione, che è rimasta sempre quella, e oggi ha cambiato idea? E dirò di più, abbiamo anche ridotto il numero di gabbie rispetto al progetto originario”.

Vi aspettavate una protesta così vibrante, con la nascita di un Comitato per il no?

“Noi abbiamo già vissuto una forte opposizione 20 anni fa a Lavagna. Un’opposizione che ben presto è rimasta senza argomenti oggettivi. Noi abbiamo partecipato volentieri alle discussioni sul web, forti dell’esperienza di Lavagna. E’ evidente, però, che questo Comitato non è interessato alle nostre valutazioni oggettive, tanto che sabato, all’incontro pubblico, non siamo stati invitati”. 

Neanche il Sindaco vi ha invitato oggi in Comune…

“In questo caso è una valutazione politica del Sindaco, non mi esprimo. Noi siamo disposti a incontrare l’amministrazione. Si parla della convocazione di una conferenza dei servizi. Per noi è una procedura anomala, visto che i permessi ci sono tutti. Ripeto, la prossima settimana vedremo i nostri avvocati e valuteremo il da farsi per tutelare in tutte le sedi i nostri interessi e i nostri investimenti”.

 

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