Regionali 2020: ipotesi voto a settembre, Toti sbotta. “Furto di democrazia, si vada alle urne a luglio”

Regionali 2020

Il Governo sta pensando a un election day, tra il 13 e il 14 settembre, dove convogliare le elezioni regionali, quelle amministrative e il referendum sul taglio dei parlamentari.

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Nella giornata di ieri, 21 maggio, il Premier Giuseppe Conte ha annunciato che il Governo sta pensando a un election day, tra il 13 e il 14 settembre, dove convogliare le elezioni regionali, quelle amministrative e il referendum sul taglio dei parlamentari. Una notizia che interessa da vicino la Liguria, attesa dalle urne.

Il Governatore uscente Giovanni Toti, che ha sempre caldeggiato l’ipotesi di una finestra elettorale a luglio, si è mostrato piuttosto scettico sul voto a settembre.

Regionali 2020: voto a settembre? Toti contrario

“Le legislature hanno una fine e poi si vota. Il voto è un diritto essenziale, che non può essere rimandato, spostato, stiracchiato a piacimento – ha dichiarato Toti – Ne va dell’essenza stessa della democrazia. La legislatura delle Regioni scade il 31 maggio e gli elettori avrebbero dovuto scegliere a ridosso di quella data da chi essere governati per i prossimi cinque anni. Il Governo ha deciso di intervenire in una materia che era di competenza delle Regioni stesse, già regolata da leggi.

Ora che il Paese torna a vivere e dal 3 giugno non ci sarà più nessuna restrizione, neppure alle manifestazioni, quel diritto non può assolutamente essere ulteriormente rimandato, né si può rischiare che in autunno un ritorno del Covid possa portare a un altro intollerabile rinvio.

Dal 3 giugno ci sarà tutto il tempo per fare campagna elettorale, dunque il mese di luglio sarebbe il mese più sicuro e più logico per andare al voto, magari l’ultima settimana. Una campagna elettorale dura 30 giorni, non tre mesi. Se poi, si ritiene che si debba andare a settembre, già fuori tempo massimo, lo si faccia all’inizio del mese. Rimandare di 4 mesi le elezioni sarebbe un furto di democrazia non giustificato dallo stato dell’epidemia, quindi una vera e propria lesione della nostra Costituzione.

Le Regioni hanno chiesto di votare al più presto. Spero che nessuno pensi di fissare il voto un giorno dopo la prima data possibile. E qualcuno mi spieghi perché dal 3 giugno un cittadino italiano potrà viaggiare in Italia e in Europa, salire su un autobus, treno, aereo. Lavorare, pagare mutuo e affitto. Ma non andare a votare un mese e mezzo dopo! Qualcuno spieghi perché!”.

 

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