Imperia, ascensori: riapertura il 9 luglio, il caso in Consiglio. “Sostituirli? Costerebbe oltre 1 milione di euro”

Attualità Consigli comunali

L’argomento degli ascensori inclinati è approdato in Consiglio Comunale.

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!

“Sostituire gli ascensori? Smontare le attuali macchine per rimontarne altre con le stesse caratteristiche ci verrebbe a costare 400 mila euro a macchina, per un totale di 1 milione 200 mila euro. Se invece li sostituissimo con scale mobili, costerebbe 900 mila euro”.

Lo ha spiegato il consigliere di maggioranza Giovanni Montanaro (Imperia Insieme), in merito al tema degli ascensori inclinati che Borgo Marina a Borgo Parasio. 

Dopo mesi di chiusura, come preannunciato dal Sindaco Claudio Scajola, gli impianti dovrebbero riaprire il 9 luglio, ma, visti i costanti problemi che presentano, il consigliere di minoranza Fabrizio Risso ha sottolineato la preoccupazione per nuovi stop, invitando a pensare anche a soluzioni alternative.

Fabrizio Risso

“Negli ultimi anni, è più lungo periodo in cui gli ascensori sono stati fermi rispetto a quello in cui hanno funzionato. Le amministrazioni hanno provato a farli funzionare, un risultato mai ottenuto. È un problema che va risolto in via definitiva.

Dopo l’ultimo consiglio comunale in cui era stata posta l’interrogazione sull’argomento, si era detto che con una serie di lavori e le nuove ditte per la manutenzione le problematiche tecniche sarebbero state risolte e da marzo sarebbe ripreso il funzionamento. Poi c’è stata l’emergenza covid, che ha comportato rallentamenti, ma sono passati altri mesi.

Chiediamo di sapere lo stato dell’arte delle manutenzioni e magari immaginare un ripensamento sulla sostituzione con mezzi più idonei per garantire una funzionalità costante”.

Giovanni Montanaro

“Gli ascensori erano già pronti per la riapertura già al 30 di marzo, avevamo già una visita ministeriale prenotata. Purtroppo l’emergenza covid ci ha bloccato per due mesi. Gli operai erano in cassa integrazione e venivano da fuori regione. Poi hanno ripreso lentamente il servizio. Quando abbiamo ripreso contatti con il ministero la prima data utile è stata l’8 luglio, quindi riapriranno il 9 luglio.

Bisogna dire che quando abbiamo ripreso le attività per farli muovere e verificare il pieno funzionamento, dopo 2 mesi di fermo, abbiamo trovato le ruote del terzo ascensore ovalizzate, quindi abbiamo sostituito un treno di ruote.

Occuparsi degli ascensori non porta molto consenso, visto i problemi causati alle varie amministrazioni. Se avessimo pensato al ritorno di immagine forse li avremmo lasciati fermi. Nel 2018 erano inutilizzabili, non funzionanti e non adeguati alle normative vigenti. Li abbiamo dovuto adeguare, facendo investimenti di manutenzione straordinaria per mirare a una soluzione definitiva dei problemi meccanici ed elettronici.

La nostra azione si è basata su riparazione delle macchine esistenti perché abbiamo fatto un’indagine di mercato per capire quando costava smantellarli e valutare se ricostruire delle macchine con medesime caratteristiche (ascensori) o sostituirli con scale mobili, premettendo che devono essere 2 per ogni lotto, una per la salita e una per la discesa, con coperture.

Dall’indagine, abbiamo calcolato che smontare le attuali macchine per rimontarne altre simili ci verrebbe a costare 400 mila euro a macchina, per un totale di 1 milione 200 mila euro.

Se invece li sostituissimo con scale mobili, per tutti e 3 sarebbe 900 mila euro.

Bisogna contare che nel quinquennio della precedente amministrazioni sono già stati spesi 350 mila euro per gli ascensori. Fino a metà mandato della vecchia amministrazione sono stati effettuati interventi di tipo tecnico risolutivo, dopodiché è stato effettuato solo il servizio di ordinaria manutenzione, che ha portato al degrado della macchina e allo spegnimento, per questo il servizio è stato integrato con bus navatte (costate circa 120 mila euro). 

Gli ascensori sono già stati collaudati dall’azienda Tyssen”.

Replica Fabrizio Risso

“La preoccupazione era quella di verificare se vale la pena continuare su questa strada. Da anni si continua a dire che gli interventi sono risolutivi, ma ancora non funzionano. Questo per tutte le amministrazioni. È impensabile lasciarli fermi, danno un servizio alla cittadinanza. Nel progetto dal parasio al mare si prevedevano altri ascensori ma per evitare troppo impatto sul borgo si era pensato di bus navette”.

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!