San Bartolomeo al Mare: manca l’acqua, lo sfogo di Urso. “Turisti lasciano alberghi, chiederemo risarcimento danni. Esterrefatto dal silenzio degli altri Sindaci del dianese”

Attualità Golfo Dianese

Continua il botta e risposta tra il Sindaco di San Bartolomeo al Mare Valerio Urso, Rivieracqua e Amat.

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Continua a mancare l’acqua. Ogni giorno sono subissato di insulti da residenti e turisti per la malsana gestione del servizio idrico integrato. Purtroppo si sente il silenzio degli altri sindaci del golfo dianese, in particolar modo del sindaco di Diano Marina Chiappori”.

Lo ha affermato con grande amarezza il Sindaco di San Bartolomeo al Mare Valerio Urso durante la conferenza convocata nel primo pomeriggio di oggi in videochiamata per fare il punto sulla situazione del servizio idrico nel golfo dianese e in particolare nel Comune da lui amministrato.

Dopo la risposta dell’amministratore unico di Rivieracqua Gian Alberto Mangiante, nella quale si comunica che l’acquedotto sarebbe “gestito illegittimamente da AMAT”, il primo cittadino ribadito la situazione critica chiedendo che non si continui lo “scarica barile”, rinnovando l’appello al Prefetto di Imperia Alberto Intini affinché venga convocato un tavolo tecnico per lavorare alla definitiva risoluzione del problema.

Per quanto riguarda l’urgenza del momento, il Sindaco ha chiesto che venga erogata l’acqua in maniera ponderata per garantire l’adduzione negli orari di punta, anche per evitare che “i turisti continuino a lasciare le strutture ricettive”.

Manca l’acqua a San Bartolomeo al Mare, lo sfogo di Valerio Urso

“Mi ritrovo come quasi ogni anno a ripetere la condizione scabrosa a cui ci troviamo sottoposti. Sono arrivato allo stremo delle forze. Ogni giorno sono subissato di insulti da residenti e turisti per la malsana gestione del servizio idrico integrato. Purtroppo si sente il silenzio degli altri sindaci del golfo dianese, in particolar modo del sindaco Chiappori.

Chiarisco una volta per tutte l’inefficacia dell’azione di Rivieracqua in primis. Mangiante ha affermato che Amat sta illegittimamente gestendo l’acquedotto e quindi la pressione di adduzione dell’acqua a San Bartolomeo e a tutto il golfo.

Bisogna precisare, però, che la sentenza dei primi di luglio aveva stabilito che sia Amat che Aiga avrebbero dovuto restituire tutte attività del servizio idrico integrato a Rivieracqua. Quest’ultima quindi aveva il tempo di prendere gli impianti e gestirli, affinché non si arrivasse a questa condizione.

Ormai da mesi sottolineiamo che questo tipo di situazione crea danni di dimensione enorme all’economia locale.

Non siamo più disposti ad accettare questo atteggiamento.

Oltretutto, ci troviamo in un anno particolare, in cui la pandemia ha generato un’enorme depressione economica, non possiamo più accettare l’inefficienza. Siamo cercando di salvare la stagione estiva già compromessa e ci stiamo facendo autogol da soli.

Il prefetto è a conoscenza della situazione. Da quando è arrivato il commissario Gaia Checcucci qualcosa si sta muovendo. Mi ha chiesto di documentare le nostre istanze per creare un tavolo tecnico al fine di trovare le soluzioni da mettere in campo, che conosciamo bene, per risolvere la questione una volta per tutte. Se non ci riesco ho intenzione di adire le vie legali perché ne paghiamo conseguenze terribili. Voglio parlare con l’avvocato per valutare se c’è anche il presupposto per una richiesta di risarcimento danni perché la gente va via delle strutture ricettive.

Sono rammaricato. L’amministratore unico di Rivieracqua Mangiante è anche un sindaco. Dovrebbe capire il problema. Mi rivolgo anche agli altri sindaci della provincia di Imperia. Dovrebbero interessarsi perché il problema ora colpisce San Bartolomeo al Mare, ma cosa farebbero se si verificasse da loro.

Non so più cosa dire. La gente ha ragione. C’è chi dopo un anno di lavoro si reca da noi in villeggiatura e non ha la possibilità di addurre acqua. È uno scandalo.

Siamo anche in un momento pre-elettorale. I candidati dovrebbero pensare di risolvere i problemi del territorio.

Sindaci del Golfo Dianese

Il silenzio degli altri sindaci mi lascia esterrefatto. Tutti conoscete il problema dell’acquedotto del Roya. Noi siamo il terminale ultimo. C’è l’anomalia di Amat che spinge l’acqua a pressioni inaccettabili, nell’orario di adduzione di punta non si riesce a garantire il servizio. Sono stupito dal silenzio che non condivido. Non capisco perché non sono allineati con me. Sento il malessere dei turisti e residenti del comprensorio. Rivolgo loro un appello affinché si allineino perché potrebbe essere l’occasione per risolvere definitivamente il problema.

Soluzioni immediate e future

Quali sono le proposte soluzioni immediate? Consultandomi con i tecnici è la soluzione immediata è quella di gestire nelle 24 ore un’emissione di pressione in maniera ponderata per addurre l’acqua nel miglior modo possibile. Sono conscio, infatti, che se emettessero tutte le ore l’acqua con una pressione forte, la vetusta condizione delle tubature potrebbe saltare ovunque.

La soluzione definitiva sarebbe riporre sotto al sedime dell’ex ferrovia la conduttura d’acqua nuova per garantire in sicurezza l’adduzione a tutto il golfo dianese. Una struttura già ampiamente progettata.

Stiamo concordando con Checcucci il da farsi. Sono ottimista che se continuiamo questo modus operandi possiamo pensare di appaltare e cantierare questo importante servizio a ottobre. Ho bisogno appello che si traguardi questo mese di grande affluenza di turisti per poi immergerci nell’autunno per l’intervento definitivo da Imperia a Cervo di questo strategico sottoservizio.

Abbiamo rispolverato il progetto di Rivieracqua”.

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