PROCESSO PORTO. LA DEPOSIZIONE DI BEATRICE COZZI PARODI: “FIDEIUSSIONE ACQUAMARCIA? C’ERA, MA NON L’HO MAI VISTA”

Attualità Home Porto di Imperia

Si è tenuta ieri, mercoledì 11 giugno, una nuova udienza del processo per truffa aggravata allo Stato relativo
al porto turistico di Imperia. Il primo teste ad essere sentito è stata l’imprenditrice imperiese Beatrice Cozzi Parodi

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!

image21

Si è tenuta ieri, mercoledì 11 giugno, una nuova udienza del processo per truffa aggravata allo Stato relativo al porto turistico di Imperia. Il primo teste ad essere sentito è stata l’imprenditrice imperiese Beatrice Cozzi Parodi, chiamata nuovamente a deporre dopo il 3 febbraio scorso a seguito della riformulazione dell’accusa, da parte del pM Giancarlo Avenati Bassi, a carico di quattro imputati, Caltagirone, Delia Merlonghi, Stefano Degl’Innocenti e Andrea Gotti Lega (Il pM ha esteso l’arco temporale della truffa, retrodatandolo al 2007). La deposizione di Beatrice Parodi è iniziata con alcuni minuti di ritardo, a seguito del litigio, fuori dall’aula, con Francesco Bellavista Caltagirone, suo ex compagno e principale imputato del processo.

LA DEPOSIZIONE DI BEATRICE COZZI PARODI

Mi ricordo che c’era una fideiussione generale di Acquamarcia sul progetto del porto, ma non l’ho mai vista e quindi non la so dettagliare. Fu il direttore generale Domenico Gandolfo a seguire i rapporti col gruppo Acquamarcia, ma l’esistenza della garanzia del gruppo, che era di primaria importanza in Italia, rendeva tranquillo tutto il consiglio della Porto di Imperia Spa”.

Avevo già lavorato con Caltagirone per il porto Marina di San Lorenzo, dove io ho fatto opere a mare e il gruppo Acquamarcia quelle a terra. Per quanto concerne le opere a terra, si realizzò una parte, ma non tutto, perché un’ultima variante ebbe un iter amministrativo troppo lungo e il gruppo Acquamarcia era ormai entrato in crisi, più o meno nel 2011-2012. Per questa vicenda c’è ancora una causa in corso”.

“I lavori sul porto andavano bene e credo fossero in anticipo per quanto concerne le opere a mare. Ci fu un collaudo parziale delle opere a mare, condizionato alla contabilizzazione delle opere. Opere che però non erano concluse nella zona della hall del mare. Ci fu un conflitto con la Commissione di Collaudo per la contabilità, poiché si trattava di un’opera demaniale e come tale sarebbe dovuta ritornare al demanio al termine della concessione, per questo serviva la contabilizzazione, che doveva dare conto del fatto e dei materiali. Nel contratto si parlava di contabilizzazione al termine dei lavori, ma la Commissione la chiese prima, perché era rilevante conoscere i materiali usati. Soprattutto per le opere a mare, sarebbe stato difficile farlo dopo averle realizzate. La decadenza dalla concessione derivava proprio dai problemi con la Commissione di Collaudo. La Commissione aveva chiesto che fosse Castellini a occuparsi della contabilità. Lui aveva ricevuto l’incarico da noi e lo aveva accettato ed era in grado di eseguirlo con approssimazione assolutamente accettabile. Dalla decadenza della concessione alla sospensiva del Tra, le opere a terra mi ricordo che proseguirono per quanto concerne i lavori sul cemento armato”.

“Dopo la sospensiva del Tar ero ancora nel consiglio della Porto di Imperia Spa. Ad aprile si approvò bilancio, poi decadde il Cda e divenni presidente del nuovo consiglio di amministrazione. Mi ricordo che in questo periodo era cambiata l’impresa incaricata della realizzazione delle opere a terra”.

“Non ricordo la posizione del Comune di Imperia in quel momento, mi ricordo riunioni. A luglio o settembre 2011 diedi le dimissioni da presidente della Porto di Imperia Spa. Diedi poi le dimissioni anche dal consiglio quando arrestarono Caltagirone. Non ricordo l’operatività e l’andamento dei lavori in quel periodo”.

“Il porto di San Lorenzo al Mare? Non c’è un distributore di benzina, non è ancora stato fatto e credo presenteremo una variante che non ne prevede la realizzazione. Il distributore, infatti, non è necessario, San Lorenzo è un piccolo porto. Non ricordo se i contratti di cessione dei posti barca indicassero la presenza di un benzinaio in porto. Se così fosse lo costruiremo. A San Lorenzo c’è un buon clima, perché la maggior parte delle opere a terra è stata realizzata. C’è solo qualche problema di infiltrazione, ma la gestione è puntuale”.

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!