Regionali 2020, Imperia: esplode acquedotto, interviene Lucio Sardi (Linea Condivisa). “Il raccolto di un trentennio di gestione sconsiderata”

Imperia Politica Regionali 2020

“L’ennesima rottura della condotta dell’acquedotto del Roja è il drammatico esito che irrompe nel vuoto pneumatico di una campagna elettorale combattuta a colpi di aperitivi, banner pubblicitari molesti e ridicoli mattinali, pubblicati a pagamento dai più quotati candidati del centro destra sulle testate on line e che riportano la cronaca dei luoghi visitati, conditi da banalità e buoni intenti per il futuro – Queste le parole di Lucio Sardi, candidato nella lista Linea Condivisa Sinistra per Sansa, in merito allennesima rottura dell’acquedotto Roja, che ha lasciato mezza provincia senza acqua .

Rottura acquedotto, parla Lucio Sardi

“I confronti pubblici tra i diversi candidati e schieramenti o i dibattiti per discutere dei problemi del nostro territorio sono visti come fumo negli occhi da parte di coloro che, godendo di molte più risorse per farsi campagna elettorale e sentendosi favoriti nei pronostici, non vogliono correre il rischio di confrontarsi con i problemi reali dei cittadini.

Viene il dubbio che forse la rottura della condotta dell’acquedotto sia stata una sorta di ribellione della natura per risvegliare bruscamente la nostra provincia dal torpore di una campagna elettorale distante anni luce dalla vita reale.

Forse in questo modo avrà pensato di far arrivare una scossa a quei candidati, che pur avendo gravi responsabilità sulla condizione attuale del servizio idrico locale, potrebbero cominciare ad avere timori sull’esito delle elezioni, anche se magari li avranno più per l’assenza di acqua per il ghiaccio dei loro aperitivi elettorali che per altro.

L’ennesima rottura della tubazione dell’acquedotto non è certo un caso fortuito, viene da lontano e rappresenta il “raccolto” di un trentennio di gestione sconsiderata del servizio idrico e delle sue società.

Amat, che era una società pubblica con grandi competenze e professionalità, è stata in parte ceduta ai privati per fare cassa e per coprire spese correnti del Comune e da quel momento ha iniziato un inesorabile declino per poi trovarsi, proprio perché privatizzata, esclusa dalla gestione dell’ATO idrico provinciale.

Rivieracqua, affidata ad un “management” di fedelissimi del sistema di potere locale che l’hanno portata solo sull’orlo del baratro finanziario e non direttamente al fallimento perché fermati prima dall’inchiesta sui concorsi truccati.

Ora, davanti ai principali responsabili di tale situazione, in questi giorni impegnati a contendersi nelle elezioni regionali il primato nella faida interna al centro destra, si presenta il conto del loro fallimento. Conto che già pagano i cittadini imperiesi, i quali potrebbero però legittimamente ricambiare il trattamento ricevuto con il voto nelle urne, presentando a quei candidati un conto più salato di quello delle loro faraoniche campagne elettorali.

Una menzione particolare merita infine il sindaco Scajola, sia per il ruolo storico che ha avuto nel declino della nostra provincia, sia per il suo recente operato di sindaco, che per l’ultima “brillante” proposta annunciata nella conferenza stampa in cui spiegava l’attuale emergenza.

Nell’ultimo trentennio di immobilismo, inerzia e scelte scellerate in merito al servizio idrico, Claudio Scajola è stato il potente burattinaio della pessima “compagnia di potere” che ci riconsegna in condizioni disastrate una delle infrastrutture che avevano segnato in passato un salto di qualità in positivo per il nostro territorio e che rispondeva ad un bisogno primario come l’acqua.

Peccato che Scajola, per una curiosa forma di amnesia, non abbia ritenuto di fare anche un timido mea culpa ed abbia rappresentato la situazione attuale come se l’avesse oggi ereditata da non si sa chi.

Dispiace che il programmato intervento di rifacimento della tratta di acquedotto che ha subito la rottura non abbia rispettato i tempi annunciati evitando di lasciare a secco la città, mentre la nuova “rotonda imperiale” all’uscita dell’autostrada, progettata forse non a caso con erba sintetica a prova di siccità, sia stata realizzata a tempo di record e svolga già il suo “essenziale” ruolo per la città.

Ultima “chicca” annunciata nella conferenza stampa dal Sindaco è il suo ritorno sulle scene del “rabdomantismo” con l’annuncio della captazione delle acque dalla valle Arroscia utilizzando il famigerato bypass idrico, esempio di scuola dello sperpero di soldi pubblici. Bypass che Scajola fece costruire agli inizi degli anni novanta, che in trent’anni ha funzionato per pochi giorni dopo l’inaugurazione ed inutilizzato da allora, ma per cui il Comune (ovvero tutti noi) ha finito di pagare il mutuo da pochi anni. Se di acqua si sta parlando, vedendo i protagonisti si tratta di acqua stagnante”.