Imperia: “mia madre 75enne in attesa per 8 ore”. La replica del Pronto Soccorso. “Non urgenza e sovraffollamento le cause”

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“La paziente si è presentata al Pronto Soccorso di Imperia il 15 settembre alle 11.36 con una diagnosi di Herpes Zoster cutaneo al volto”.

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L’Asl 1 Imperiese, attraverso il Dott. Luca Acquarone, direttore del Pronto Soccorso di Imperia, replica, con alcune precisazioni, all’articolo pubblicato ieri, 15 settembre, dalla nostra testata, in cui una donna denunciava la lunga attesa della madre 75enne, 8 ore, al Pronto Soccorso.

Imperia: “mia madre per 8 ore in attesa al Pronto Soccorso”, la replica del direttore Acquarone

“La paziente si è presentata al Pronto Soccorso di Imperia il 15 settembre alle 11.36 con una diagnosi di Herpes Zoster cutaneo al volto, già in terapia antivirale dal giorno precedente, ma con peggioramento della sintomatologia locale. Le condizioni generali si presentavano buone e la paziente era apiretica (non presentava febbre). Pertanto è stato assegnato il codice verde.

La paziente è stata sottoposta a rivalutazione alle ore 16.24, non rilevando alcun cambiamento significativo dal punto di visto clinico. Alle ore 21.37, la paziente è risultata essersi allontanata prima della chiamata a visita da parte del medico e pertanto è stato chiuso il verbale senza essere valutata dal medico in turno.

Al netto della situazione che si è venuta a creare, della quale ovviamente sono rammaricato, occorre fare alcune considerazioni. Il contesto in cui è avvenuta la lunga attesa della paziente è quello di un Pronto Soccorso sovraffollato. Nella sola giornata di ieri abbiamo registrato 99 accessi complessivi, di cui 29 codici di priorità giallo. Nelle ore immediatamente precedenti all’arrivo della paziente, il Pronto Soccorso aveva registrato 35 accessi, di cui 15 codici con priorità giallo. Erano già presenti in Pronto Soccorso dal giorno prima ulteriori 8 pazienti ad elevata complessità, che richiedevano notevole utilizzo di risorse in termini di personale e prestazioni.

Occorre inoltre considerare che la situazione clinica della paziente presentava dei criteri che non rispondevano a quelli di urgenza che, normalmente,prevedono tempi di presa in carico molto più celeri. Infatti, specie in condizioni di elevato afflusso, il personale medico è impegnato a garantire il massimo livello assistenziale possibile in primis ai casi più gravi che necessitano di cure immediate e tempestive”.

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