PORTO DI IMPERIA SPA. I SOCI PRIVATI DELIBERANO IL RECLAMO CONTRO IL FALLIMENTO. IL COMUNE SI ASTIENE, CAPACCI:”NULLA DI NUOVO”

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Il ricorso si baserebbe sul fatto che, secondo i legali di Carli, la società non sarebbe insolvente e perciò non si sarebbe potuto dichiararla fallita.

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Imperia – Confindustria ospita la riunione “segreta” dei soci della Porto di Imperia S.p.A. È iniziato alle 12 in punto il confronto tra il Comune, rappresentato dal sindaco Carlo Capacci e dall’assessore Guido Abbo, i rappresentanti di Acquamare srl (società che fa capo all’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone), quelli dell’Imperia Sviluppo S.p.A. con gli avvocati Napoli e Delbecchi (tutti soci al 33 % delle quote della Porto di Imperia Spa,ndr) e l’amministratore unico sino al 30 giugno prossimo, Giuseppe Argirò. 

All’ordine del giorno la decisione da parte dell’Imperia Sviluppo (controllata dalla Final s.r.l. di proprietà della famiglia Carli) di presentare reclamo/ricorso contro la decisione di fallimento per la Porto di Imperia S.p.A decretato nelle scorse settimane dal tribunale di Imperia.
I soci, in particolare il Comune, sono chiamati ad esprimersi sulla possibilità di aderire o meno al ricorso al quale, previa autorizzazione del Tribunale di Roma, è intenzionata l’Acquamare srl (oggi sotto regime di concordato preventivo).

Il ricorso si baserebbe sul fatto che, secondo i legali di Carli, la società non sarebbe insolvente e perciò non si sarebbe potuto dichiararla fallita. Un’argomentazione che è ben lontana da quell’accordo con le banche che questa mattina al TG3 il sindaco Capacci indicava come unica condizione che avrebbe preso in considerazione per l’eventuale adesione al reclamo. 

Dopo un’ora di vertice, i primi ad uscire sono proprio i rappresentanti del Comune: “Il Comune si è astenuto – ha detto Capacci  accompagnato dall’assessore Guido Abbo – in quanto ad oggi non esistono e non sussistono novità al passato. Una decisione presa in coerenza con la posizione tenuta sino ad oggi dal comune che consiste nell’accettazione dell’accordo con il sistema bancario e la transazione con Acquamare. Comune socio, ci teniamo a dirlo, abbiamo fatto mettere a verbale che i costi della procedura non siano addebitati né al comune né alla società”.

Gli altri due soci, Acquamare srl e Imperia Sviluppo Spa, hanno deciso di procedere con il reclamo che con ogni probabilità sarà depositato nei prossimi giorni. 

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