Maltempo: la storia di Italo Aicardi, fabbro di Ranzo. “Covid, alluvione, crisi. Anno drammatico, non dimenticate gli artigiani”

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La storia di Italo Aicardi, il fabbro di Ranzo, paese duramente colpito dal maltempo.

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“Covid, alluvione, crisi. È un dramma senza fine. Non dimenticate i piccoli artigiani come me”. Sono le parole di Italo Aicardi, 46 anni, fabbro a Ranzo, la cui attività ha subito gravissime ripercussioni prima per l’emergenza covid e ora per i danni causati dall’alluvione della scorsa settimana.

Maltempo: la storia di Italo Aicardi, fabbro di Ranzo

“Io sono di Vessalico, vivo a Pieve di Teco e lavoro a Ranzo – racconta Italo Aicardi a ImperiaPost – Da circa 16 anni sono titolare, amministratore delegato, operaio e contabile della mia piccola attività di fabbro, o per meglio dire una “non passività”, visto che quest’anno ho già chiuso per tre mesi a marzo causa lockdown e poi per una mia debole positività.

Sono riuscito a resistere pagando tutti, dai fornitori alle tasse alle bollette, nonostante le enormi difficoltà.

Dopo l’estate, a causa di un nuovo caso di positività in famiglia, ci siamo dovuti rimettere tutti in isolamento e dal 22 settembre non usciamo di casa. Ora che stavamo intravedendo nuovamente la luce, è arrivata la batosta dell’alluvione che ha quasi distrutto l’unico ponte di accesso alla frazione di Molino, dove ho la mia officina.

Data la quarantena da rispettare, non sono potuto ancora andare a vedere la situazione, né a controllore eventuali danni all’officina, ora raggiungibile solo a piedi, e non so quando potrò farlo.

Spero che in breve tempo sarà ripristinato il ponte, anche perché, purtroppo, al di là della sponda ci sono persone che ci abitano e che hanno bisogno di una strada di collegamento. Sembra una strada sperduta sui monti, ma in realtà c’è tanta vita che ruota intorno”.

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