Covid, Imperia: asporto, il primo giorno. Tanti bar chiusi, sconforto tra quelli aperti. “Un danno grave, siamo demoralizzati”/Foto e Video

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Imperia, così come la Liguria, è zona arancione da oggi, 11 novembre. I bar, dunque, questa mattina hanno potuto lavorare solo d’asporto.

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Imperia, così come la Liguria, è zona arancione dalla mezzanotte di oggi, 11 novembre. I bar, dunque, questa mattina hanno potuto lavorare solo d’asporto. In tanti hanno deciso di chiudere direttamente, altri invece hanno provato ad aprire. In generale, però, c’è grande sconforto, anche per via dei controlli della Polizia Municipale, ritenuti fuori luogo, in quanto controproducenti. 

Francesca – Bar The Fusion

“Tutto sommato non mi posso lamentare perché i miei clienti stanno collaborando bene, sono già venuti tutti quelli che fanno colazione da noi ogni giorno. Hanno preso e portato via.

Si cerca di continuare una piccola normalità in una situazione difficile, sperando di andare a migliorare e non a peggiorare per noi.

Dobbiamo prendere quello che arriva, non possiamo fare diversamente. Spero, anche per tutti i miei colleghi, di poter lavorare e di poter avere qualcosa di migliore, anche se siamo tutti demoralizzati. Speriamo si possa continuare, veramente”. 

Paolo – MP2

“Siamo obbligati per non navigare nella melma più totale. Andiamo avanti così, provando a lavorare.

La clientela ha reagito abbastanza bene. I nostri clienti sono venuti, ovviamente d’asporto, prendi e vai, mordi e fuggi. Non come prima, l’importante è incassare qualcosa per pagare quello che si deve pagare.

Colleghi hanno chiuso? Si vede che sono a posto così. Io devo lavorare, ne ho bisogno”.

Angela – Caffè Rondò

“La gente si chiede come mai è così. La facciamo andare così, io sono venuta a lavorare, vediamo come va. Le persone si sono abituate, distanza, mascherina, funziona. Proviamo. Colleghi chiusi? Per chi ha personale è dura, io sono da sola. Resto qui fino alle 15, poi se vede che non c’è gente chiudo”.

Marco – Relax Cafè

“Diciamo che il responso è basso, comunque la gente non è tanto nell’idea, nell’ottica del consumo take away.

Proviamo qualche giorno, vediamo come va e poi facciamo il punto della situazione. Più che dire si tiene aperto per solidarietà ai commercianti, perché un caffè, un cappuccino, danno sollievo alla giornata.

Speriamo che passi in fretta, per tutti. Clientela? Dobbiamo dare tempo alla giornata di scorrere, di vedere se c’è poi un impatto per coprire quantomeno le spese dell’apertura. Sono da solo, quindi limiamo il più possibile. Vediamo, incrociamo le dita”.

Bar Agostino

“Come reagiscono i clienti? Reagirebbero anche bene, siamo un bar con una clientela fissa tutto l’anno. Il fatto è che i controlli scoraggiano quelli che si avvicinano per fermarsi un attimo. Non si può pretendere, come è appena successo, che delle persone di 70 anni, con poca dimestichezza e manualità, non si possano fermare due secondi per appoggiare una brioche mentre si girano un caffè. Questa è una cosa che non condivido e che mi ha sorpreso perché vuol dire avere tappati orecchie e naso.

La polizia Municipale ha fatto i controlli, è giusto che ci siano, ma forse ci dovevano essere così severi anche prima, senza arrivare a oggi a essere così ferrei e determinati.

Prima controlli non ne ho mai visto. Oggi si sono scatenati non tenendo conto dell’esigenza di tutti i commercianti che cercano di sopravvivere”.

Cinzia – Bar Niki

“Abbiamo ricominciato con l’asporto. Secondo me questa cosa non ha praticamente senso, si possono fare altre cose. ad esempio domani ci sarà il mercato e ci andrà un po’ di gente.

Una persona non può venire al bar, sedersi ad un tavolino. Siamo costretti a fare questo asporto, che secondo me per il bar è una cosa un po’ assurda.

Posso capire la pizza o i ristoranti che si prende il cibo, ma il caffè di solito uno le prende appena caldo. Qui non puoi neanche prenderlo qua, devi andare via con il caffè.

Secondo me questa situazione è un po’ assurda a mio avviso. Farà un grave danno, c’è tanta gente che deve lavorare. In questo modo la maggior parte di bar e ristoranti chiuderanno.

È un po’ assurdo l’asporto per un bar, posso capire nelle grandi città dove ci sono tanti uffici, uno lo prende e lo porta in ufficio. In una via così non credo che abbia un senso, siamo costretti a chiudere e quelli che ci lavorano saranno sicuramente licenziati.

Io spero si risolva a breve, anche se sono un po’ pessimista a riguardo. La vedo molto triste la cosa.

Io ho le mie spese, il mio lavoro mi da i soldi per andare avanti, se non lo ho non posso. Mi sembra una cosa molto ingiusta. Sicuramente le mie parole non avranno peso, ma almeno lo dico”.

Donatella – Caffè Certe Volte

“Abbiamo incominciato oggi a fare da asporto e andiamo così. La clientela è affezionata a noi e quindi viene. Logicamente deve prendere e andarsene, manco il tempo di prendere le zucchero e girare il caffè.

Sono passati già molti controlli, due pattuglie. Non serve a niente, in questo modo non serve assolutamente a niente. O prenderlo qua o prenderlo un po’ più in la non serve a niente. Ci toglie solo lavoro e speranza”.

Rosy – Bar Pepito

“Abbiamo ricominciato, ma non c’è nessuno. Questo è un paese dove siamo abituati a mangiare al tavolo o a casa nostra. Questa mattina sono azzerata.

C’erano i tavolini e li abbiamo dovuti togliere. La gente è disorientata per adesso.

La gente è stata colta di sorpresa, non ci abitueremo mai a questa avventura. Non siamo abituati a prendere il caffè per strada, nessuno è abituato. Forse nelle grandi città.

Io ci sto ancora pensando se chiudere. Faccio tre giorni di prova e poi se la gente non si è un minimo abituata, chiudo anche io”.

Tamara e Enzo – Bar ristorante “Aromi e Sapori”

“Abbiamo iniziato a fare da asporto, ci stiamo provando. Non è detto che funzioni, noi ce lo auguriamo. Clientela ce n’è pochissima, prevalentemente qui si lavora con il turismo. Non essendoci lombardi, piemontesi o francesi, c’è poco lavoro.

Per adesso ci proviamo a tenere aperto, non è scontato che andiamo avanti. Oggi ci proviamo, se c’è una risposta positiva andiamo avanti, altrimenti non ne vale la pena”.

Michele – Gelateria Delizia

“Questa mattina è il primo giorno, stiamo facendo una prova. Però abbiamo lavorato, non possiamo lamentarci. Siamo abbastanza contenti vista la situazione in generale.

Facciamo una prova sino a fine settimana e vediamo come va. Per dare un servizio anche”.

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