Covid, Imperia si sveglia in zona gialla: riaprono ristoranti e bar. “Torniamo a respirare. Non chiudeteci a Natale, la prudenza c’è” / Foto e video

Attualità Coronavirus Imperia

Le opinioni di ristoratori e baristi al primo giorno di ritorno in zona gialla.

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Questa mattina Imperia, così come tutto il resto della Liguria, si sveglia in zona gialla. Una bellissima giornata di sole novembrino accompagna il suono delle tazzine di caffè che finalmente tornano a essere servite ai clienti all’interno dei locali, nel rispetto delle misure anti Covid.

Secondo quanto prevede la normativa, infatti, il rientro nella zona gialla autorizza, tra le altre cose, la riapertura al pubblico di bar e ristoranti fino alle ore 18.

Dopo 20 giorni in zona arancione, ImperiaPost ha chiesto a commercianti e ristoratori come stanno vivendo questo momento e cosa si aspettano dal futuro, specialmente in vista delle imminenti festività natalizie.

Nonostante il via del Governo, sono ancora molti i locali che non hanno riaperto nella giornata di oggi. Visto il lungo periodo di stop, diversi esercenti hanno annunciato l’apertura nei prossimi giorni per avere il tempo di prepararsi a riavviare l’attività.

Covid, Imperia si sveglia in zona gialla: riaprono ristoranti e bar

Madamadorè

“Sono molto contenti i cittadini. Prima i clienti prendevano caffè e cappuccini al freddo ora finalmente possono prenderli al caldo e sederci. La maggior parte dei clienti sono contentissimi e noi per primi. Hanno cercato sempre di sostenerci. Le persone più anziane sono rimaste più a casa per timore di uscire.

La nostra paura è che il 7 gennaio ci richiudono di nuovo tutti, visti gli alti e bassi.

Per le feste dicono di voler chiudere tutto. Mi auguro che non sia così perché se no stiamo veramente male. Non ci sembra giusto che aprano e chiudano, inutile fare questi giochini”.

Melograno

La notizia di poter riaprire è stata una bella notizia che ci aiuta in questo periodo che non è favorevole per i commercianti e per i ragazzi che lavorano. Sperando che le cose si normalizzano. Purtroppo viviamo il momento che è da vivere. Ci aiuta il tempo, vedremo se oggi avremo un riscontro da parte delle persone che hanno voglia di uscire.

Queste settimane di chiusura sono state dure. Noi abbiamo fatto take away, consegne a domicilio, abbiamo mantenuto aperto l’attività.

Per quanto riguarda le feste? Sono parzialmente d’accordo con la chiusura. Dobbiamo cercare di non commettere gli errori commessi a luglio e agosto, non possiamo fare liberi tutti. Dobbiamo essere noi responsabili, ma il Governo deve far applicare là dove è possibile le regole”.

Bar Piccardo

“Abbiamo aperto questa mattina dopo la chiusura forzata, mi pare che stia andando abbastanza bene. La gente viene a fare colazione senza fare assembramenti, dobbiamo stare sempre attenti a distanziare i clienti e speriamo che continui così per tutta la giornata.

Non possiamo sapere come andrà in futuro. Bisogna che la gente segua le regole, per tenere sotto controllo l’emergenza. Noi le precauzioni le prendiamo. Speriamo di poter fare le feste e Natale tranquilli per tirarci su come morale e come lavoro”.

Portegu De Ma

“Le settimane di chiusura le abbiamo vissute con parecchia ansia, forse di più del primo lockdown. C’è la pandemia, quindi sono convinto che finche non arriva la soluzione vaccinale la situazione continuerà così a oltranza. 

Poter riaprire almeno fino alle 18 sicuramente per noi è un fattore di libertà a livello lavorativo, ma purtroppo non cambierà molto perché la gente ha paura di uscire e di essere contagiata dal virus all’interno dei lacali, dato che, essendo inverno, i dehor non vengono utilizzati.

Per quanto riguarda il Natale è un punto interrogativo”.

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