27 Febbraio 2024 21:29

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27 Febbraio 2024 21:29

Imperia: giornata internazionale disabilità, Cisl. “Emergenza Covid ha aumentato fragilità e discriminazione”

In breve: Sottolinea il concetto Claudio Bosio: "Siamo in una situazione di emergenza, ma non dobbiamo consentire che questa finisca per pregiudicare la qualità dell'assistenza sanitaria"

In occasione della “Giornata internazionale delle persone con disabilità” (3 Dicembre), Cisl-Medici Liguria e Cisl Imperia-Savona, affrontano, affidando ai “media” (visti impediti i contatti sociali in sede di convegno pubblico) la comunicazione relativa alle delicate problematiche dei pazienti disabili e delle loro famiglie. Due gli autori degli interventi e sostenitori dell’opportunità di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della disabilità: il dott. Gianluca Lisa, dell’Esecutivo Nazionale Cisl-Medici e il Segretario Generale della Cisl, Claudio Bosio.

«Le due ondate di pandemia relative al covid-19 – illustra il dott. Gianluca Lisa hanno attecchito nel nostro Paese anche per la disgraziata idea, in voga da anni, di ridurre i posti letto, il Personale del Servizio Sanitario Nazionale e le risorse economiche dedicate. La corsa odierna alla ricerca di medici per fronteggiare l’emergenza Covid (che peraltro non si trovano) è frutto delle penalizzazioni delle normative contro i medici e del numero chiuso a Medicina, sul quale nessuno oggi al Governo pone rimedio, pur essendoci con il Covid una situazione di “Hannibal ante portas” (“Annibale è alle porte” in sostanza, un pericolo imminente n.d.r.)».

E aggiunge, Lisa: «Come sempre in queste circostanze sono le frange più deboli della popolazione ed in particolare l’ area dei Disabili e le loro famiglie, a patire le difficoltà maggiori, disagi che le ASL hanno cercato di alleviare pur con le suddette carenze di organico. La giornata Mondiale della Disabilità, oggi più che mai, è una giornata di lotta che deve esprimere un severo monito al Governo a potenziare immediatamente con Risorse Umane ed economiche i Servizi , ospedalieri e territoriali, dedicati ai Disabili».

Disabile, oggi, è in parte anche quel paziente che soffre – speso in silenzio – di una o più patologie e si trova impotente di fronte all’emergenza emarginante. Sottolinea il concetto Claudio Bosio: «Siamo in una situazione di emergenza, ma non dobbiamo consentire che questa finisca per pregiudicare la qualità dell’assistenza sanitaria per quel gran numero – sempre più crescente – di persone deboli. L’urgenza di contenere il contagio ha aumentato la fragilità e la discriminazione delle persone con disabilità psichica e motoria.

Se al giorno d’oggi è difficoltoso essere assistiti nell’ordinario quotidiano, per il disabile le difficoltà sono decuplicate. In questa giornata è necessario ricordare che la persona non abile venga considerata a tutti gli effetti una persona».

Bosio, quindi, entra nello specifico: «Il problema riguarda poi l‘interfacciamento, la connessione di dati e lo scambio di relazioni tra le strutture, ospedali, residenze, centri, servizi sociali e dipartimenti delle Asl. Noi in Liguria siamo in ritardo. Ne parlo per esperienza diretta: Piemonte, Lombardia e Campania si sono dotate di più strutture, più avanzate e più interfacciate in rete delle nostre. La presa in carico di un paziente disabile in difficoltà, che molto spesso non riesce a comunicare la provenienza di una sofferenza, non può essere gestita da un solo medico. Nei casi dell’autismo ad esempio non è importante che sia solo lo psichiatra a stilare una diagnosi».

«Auspico – conclude Bosio – che presto vengano evidenziati gli effetti negativi degli elementi di perequazione adottati dal “Decreto Balduzzi” (numero di abitanti/strutture n.d.r.) che hanno penalizzato regioni come la Liguria. Qui per anni si è puntato sugli ospedali mentre c’è necessità di realizzare attrezzati Centri diurni e Residenze sanitarie per disabili (Rsd) che prendano in reale carico il disabile e la sua famiglia».

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