Rivieracqua, crisi finanziaria affossa Comuni soci: parla presidente Mangiante. “Effetto dei ritardi del Concordato”

Attualità Imperia

Le osservazioni della Corte dei Conti ad alcuni Comuni soci di Rivieracqua non stupiscono il presidente di Rivieracqua Gian Alberto Mangiante.

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Le osservazioni della Corte dei Conti ad alcuni Comuni soci di Rivieracqua, circa le negative ripercussioni sui bilanci degli Enti delle perdite della società pubblica, non stupiscono il presidente di Rivieracqua Gian Alberto Mangiante. Che punta il dito sui tempi lunghi per giungere alla definizione del concordato preventivo della società consortile.

Mangiante: “Se il concordato di Rivieracqua fosse stato più rapido, i Comuni non avrebbero dovuto accantonare le perdite del 2018”

Spiega Mangiante: “La situazione è già monitorata. Se il nostro concordato preventivo avesse avuto un percorso ordinario, gli accantonamenti da parte dei Comuni soci, relativi al 2018, non sarebbero serviti. Aver procrastinato il tutto, ha inciso ovviamente sui bilanci dei Comuni. Ora il 16 aprile ci sarà l’adunanza dei creditori e ci auguriamo che nei primi sei mesi di quest’anno ci possa essere la messa in sicurezza della società e quindi dei propri conti. In questo modo, si potrà gravare meno sui Comuni, che fino ad ora hanno dovuto prevedere l’accantonamento della quota di perdita societaria”.

Dalla società pubblica resta ancora fuori l’Amat di Imperia. Per Mangiante “Si deve trovare una sensibilità diversa a realizzare l’Ambito idrico unico”

Conclude il presidente di Rivieracqua: “Spero che il tempo degli stratagemmi sia terminato e si completino tutte le aggregazioni. Resta solo Amat e penso si debba trovare una diversa sensibilità a realizzare l’Ambito idrico unico, così come del resto previsto dal referendum sull’acqua pubblica. Poi ognuno farà le proprie valutazioni”.

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