21 Luglio 2024 13:16

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21 Luglio 2024 13:16

Imperia: caso sede Croce Bianca, la lettera aperta di un 30enne. “Eccellenza del territorio che non va persa”

In breve: Le parole di un cittadino imperiese.

In assenza di un reale moto appassionato che coinvolga cittadinanza, politica, privati e organi di informazione, la paura di chi scrive è di veder scomparire uno dei fiori all’occhiello del Ponente Ligure e della storia di Imperia“. Queste le parole di un cittadino imperiese 30enne, che ha preferito rimanere anonimo, sull’annosa questione della sede della Croce Bianca di Imperia.

Imperia: caso sede Croce Bianca, la lettera aperta di un cittadino

“Sono un privato cittadino imperiese, incuriosito dalla Storia e dal folclore, che vorrebbe sensibilizzare la nostra comunità su un argomento a parer mio di grande valore.

La mia famiglia affonda le proprie radici in questa provincia da molte generazioni e sono cresciuto con svariate storie legate alle nostre tradizioni e al nostro popolo, tra le molte anche quella della Croce Bianca di Imperia.

Credo di essere uno tra i tanti che, specialmente in questo tremendo periodo, ha potuto beneficiare del servizio svolto da questa Associazione, espletato con grande capacità dalle centinaia di Soccorritori che la popolano.

Questa Pubblica Assistenza contribuisce a cementare le solide fondamenta della nostra città, prestando il suo prezioso intervento dai primi del 900, se la memoria non mi inganna e stando a quanto scritto sul libro della concittadina e autrice Silvana Gabriel “Storia della Croce Bianca Imperiese”.

Nel ricordo e nei giorni più recenti, la Croce Bianca ha la sua sede nei pressi di piazza Roma, in Viale delle Rimembranze, in una palazzina ormai nota ai più, incluso lo scrivente.

Attraverso conoscenze mi risulta che questa Associazione occupi lo stabile versando un affitto alla Croce Rossa di Roma, sede centrale del benemerito ente con cui la “Bianca”, nell’ambito imperiese, condivide la propria opera benefica.

Stando ai ricordi e a testimonianze passate, questa situazione va avanti da svariati decenni, nonostante fino agli anni 40 la palazzina fosse nelle disponibilità della Croce Bianca, per poi passare alla Croce Rossa Italiana nell’immediato dopoguerra.

Ad oggi, la Croce Bianca di Imperia mi risulta essere una delle Associazioni più attive e prolifiche, in quanto a numero e tipologia di servizi a beneficio della collettività. Va aggiunto, nonostante la “stagione del Covid” abbia impegnato le migliori forze volontarie senza distinzioni, che la Croce Bianca non ha mancato e tutt’ora è nel pieno dei propri compiti all’interno della Pandemia.

Eppure, qui vorrei sollevare le mie perplessità e i miei timori, pare che questo prezioso ente si trovi tutt’ora a faticare per conservare la propria sede sociale.

Purtroppo un affitto ha il suo forte impatto e la Croce Bianca, per quanto numerosi siano i servizi da essa portati a termine, affronta tali spese con notevole difficoltà, al punto di aver occupato più volte i titoli di alcuni quotidiani locali per la complessa situazione della sede di Viale delle Rimembranze, da tempo in condivisione con uffici e scuole.

La poca eco mediatica pare non sia stata sufficiente a scuotere gli animi degli Imperiesi, a parte alcune tiepide reazioni delle Istituzioni ma anzi, il disagio in cui versa la nota Pubblica Assistenza ha sempre occupato marginalmente l’interesse generale.

Nel tempo pare siano giunte proposte di sedi alternative e locali messi a disposizione per accogliere l’Associazione, anche grazie al fervido entusiasmo e alla grande determinazione dei Soci e del Direttivo, in costante lotta per non abbandonare la storica sede.

Immagino che per un ente di questo tipo non bastino semplici uffici e un parcheggio per i propri veicoli, bensì occorrano strutture a norma con tutte le caratteristiche specifiche, quindi un qualunque immobile necessiterebbe di investimenti e nuove spese. Stando ad articoli di repertorio e dichiarazioni passate degli amministratori, per quanto allettanti e varie possano essere le proposte, la sede attuale della Croce Bianca è situata in un punto strategico per la copertura del territorio, caratteristica che verrebbe meno in caso di “trasloco” o decentralizzazione.

Concludo con il pensiero che più mi preme esprimere; allo stato attuale è possibile pensare al rischio di perdere un’ importante risorsa come la Croce Bianca di Imperia? Non vorrei drammatizzare i toni ma come si può pensare di mantenere attivo un servizio fondamentale, ora più che mai, in una tale condizione di incertezza per il futuro?

Non è paradossale osservare come un ente di volontariato secolare, con tutti i suoi ragazzi e ragazze, le sue Ambulanze e innumerevoli servizi, possa vacillare su questo filo sottile?

Senza alcun tono accusatorio o paternalistico, si potrebbe pensare a un “ammorbidimento” da parte dei proprietari dell’Immobile che consenta alla Croce Bianca di non ritrovarsi, prima o poi, senza una sede? La finalità e gli scopi della Pubblica Assistenza imperiese non sono forse ottime ragioni per garantirne l’opera e la continuità nel tempo?

In assenza di un reale moto appassionato che coinvolga cittadinanza, politica, privati e organi di informazione, la paura di chi scrive è di veder scomparire, per le problematiche descritte, uno dei fiori all’occhiello del Ponente Ligure e della storia di Imperia.

Un anonimo cittadino imperiese”.

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