Covid, Imperia: protesta ambulanti, incontro in Prefettura. “Intini scriverà a Toti e Speranza, se non ci ascolteranno apriremo i banchi al mercato” / Foto e video

Attualità Coronavirus Imperia

Gli ambulanti hanno già annunciato che le manifestazioni proseguiranno a oltranza, finchè non ci saranno risposte. La prossima protesta è prevista per venerdì 9 aprile a Savona. 

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“Il Prefetto si è fatto carico di inviare oggi stesso le lettere sia al Presidente Toti che allo Stato Centrale. Noi nel frattempo andremo avanti a oltranza con le manifestazioni in diverse città. Se non ci ascolteranno, apriremo i banchi al mercato, senza esporre la merce per dare un altro segnale forte. Così gli ambulanti tirano le fila della protesta messa in atto questa mattina a Imperia, conclusasi con l’incontro con il prefetto Alberto Intini.

La manifestazione è iniziata questa mattina in Spianata Borgo Peri, dove circa 70 furgoni hanno sfilato per le vie della città per protestare contro la zona rossa nel ponente ligure, con l’obiettivo di poter tornare a lavorare nonostante le restrizioni disposte dal presidente della Liguria, Giovanni Toti.

Dopo aver raggiunto il giardino del palazzo della Prefettura, una delegazione composta da tre ambulanti è stata ricevuto dal prefetto Intini.

Gli ambulanti hanno già annunciato che le manifestazioni proseguiranno a oltranza, finchè non ci saranno risposte. La prossima protesta è prevista per venerdì 9 aprile a Savona. 

Covid, Imperia: protesta ambulanti, incontro in Prefettura

Alberto Intini – Prefetto

“Gli ambulanti chiedono di poter lavorare. Come sapete ci sono dei divieti previsti dalla normativa anti-Covid in questo momento.

Ci sono delle graduazioni con questi divieti disposti a livello nazionale e in alcuni casi anche ulteriori restrizioni da parte della regione, che dipendono sia da zone, sia da tipo di attività.

La loro è una categoria molto danneggiata per una serie di motivi. Chiedono che vengano riviste queste disposizioni e che gli sia consentito riaprire le attività per le quali sono in grosse difficoltà.

È evidente che lo siano, hanno tutta una serie di pagamenti da portare avanti, nonostante l‘assenza da mesi di introiti.

L’istanza è questa, io la presenterò a livello regionale, comunicando le loro istanze anche al Ministero dell’Interno.

Purtroppo sappiamo che ci sono difficoltà in tutto il Paese per le varie categorie. Questa è una di quelle”.

Gli ambulanti hanno lanciato un ultimatum a giovedì?

“Non mi hanno rappresentato in questi termini categorici, certo vogliono risposte. Ho assicurato che appena avrò qualcosa li aggiornerò. Faranno altre manifestazioni nelle altre province.

Non sono qui a gridare un allarme buttato al vento senza avere dei riscontri. Sperano di avere delle risposte e vediamo quelle che riusciamo ad avere. Faremo in modo di porli a conoscenza di questo appena possibile”.

Gabriele Ogliaro

“Il Prefetto si è fatto carico di fare oggi stesso le lettere sia al Presidente Toti, che allo Stato Centrale, nella fattispecie i Ministri Speranza e Gualtieri.

Andremo avanti con le nostre manifestazioni sino a che, almeno dal presidente della regione, non arrivi un segnale che ci fanno riapire almeno le attività essenziali.

Non vi fermerete?

“Assolutamente no, purtroppo tante volte sono state fatte parole ma i fatti non sono arrivati.

Andremo avanti, il giorno che potremmo riaprire in sicurezza noi ci fermeremo. Andremo avanti a oltranza, faremo tutte le grandi città della Liguria, anche le piccoline, ci stanno chiedendo in tanti di fare varie manifestazioni.

Questa manifestazione è nata venerdì spontaneamente senza sigle sindacali”.

Arriverete anche ad aprire i banchi senza autorizzazione?

“Noi arriveremo ad aprire i banchi senza autorizzazione. Non metteremo merce sui banchi.

Ma se si va avanti in questa maniera che non ci ascolano, la prima cosa che andremo a fare sarà andare nei nostri posti di mercato e aprire gazebi e ombrelloni e dare un segnale forte che noi dobbiamo lavorare. Come oggi è stato fatto in tante altre città di Italia”.

Carmine Iuliano

“L’incontro è andato bene, il Prefetto è stata una persona gentile e molto cordiale. Ha recepito i nostri disagi e problemi reali.

Non dico che si è schierato dalla nostra parte perchè non può farlo, ma abbiamo recepito anche noi che è stato molto accondiscendente alla nostre richieste.

Ora il Prefetto farà il suo lavoro, contatterà Toti dicendo i nostri problemi e penso il Ministro Speranza. Il Prefetto si è reso disponibile”.

Siete soddisfatti per il momento?

“Io personalmente si, più di questo non potevamo fare. Siamo venuti nella massima carica del ponente e più di questo non potevamo fare. Quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto per il bene della nostra categoria”.

Continuerete con le manifestazioni?

Sì, continueremo a oltranza, perchè sicuramente non si risolve tutto in un batter d’occhio. Bisogna essere tutti in piazza, solidali e bisogna far vedere che ci siamo. Abbiamo bisogno di lavorare”.

Giulia Gulli

Il Prefetto ha fatto il suo, ci ha ascoltato, noi abbiamo chiesto il desiderio di poter tornare a lavorare. È l’unica cosa che chiediamo.

Dopo un anno di chiusure non ce la facciamo più. Dai pochi contagi che ci sono stati, il mercato si è potuto confermare uno dei luoghi più sicuri. Senza negare che esista la pandemia.

Quando abbiamo riaperto, ci hanno fatto riaprire con tutte le regole inerenti a non contagiarsi. Distanziamento dei banchi, mascherine, disinfettante.

Non ci sono assembramenti, la gente esce molto meno. È più facile venire al mercato e non contagiarsi, che non andare in un posto chiusi come un supermercato.

Noi chiediamo di riaprire, non chiediamo più sovvenzioni. Vogliamo ritornare a lavorare. Dietro di noi ci sono tante famiglie”.

Da quanti anni che fa il mercato?

“Sono nata in Piazza del Mercato, ho 67 anni e praticamente ho sempre fatto l’ambulante. Adoro questo lavoro, credo in questo lavoro.

Sono venuta da Savona per aiutare i miei colleghi di Imperia, credo fortemente che il mercato sia una forma di commercio che non finirà mai”.

 

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