Imperia: Hotel e appartamenti di lusso nell’ex pastificio Agnesi, critico Lucio Sardi (SI). “Non sorprende. In gioco gli stessi interessi che hanno portato al declino della città”

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Sarebbe infatti stata sottoscritta un’opzione d’acquisto tra la Schiva Srl, di Angelo Colussi, e una società riconducibile a Gianfranco Navone

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Lucio Sardi, esponente di Sinistra Italiana – Sinistra in Comune, interviene con una nota stampa in merito alla vicenda dell’ex pastificio Agnesi. La struttura potrebbe a breve cambiare proprietà.

Sarebbe infatti stata sottoscritta un’opzione d’acquisto tra la Schiva Srl, di Angelo Colussi, e una società riconducibile a Gianfranco Navone (secondo i ben informati la Waterfront Imperia Srl, di cui è amministratore unico).

Imperia: ex pastificio Agnesi, interviene Lucio Sardi

“La notizia uscita su varie testate giornalistiche sul progetto di un gruppo immobiliare per la riconversione in edilizia residenziale della fabbrica Agnesi ha svelato uno scenario che tutto può essere meno che sorprendente.

Dopo soli pochi mesi dalla chiusura della fabbrica si era appreso che Colussi aveva ceduto la fabbrica ad una sua società immobiliare costituita per completare l’operazione speculativa da tempo organizzata a discapito della produzione della pasta, dei lavoratori dello stabilimento e quindi della città.

Operazione non certo a discapito della classe politica del centro destra locale che da ormai oltre vent’anni spalleggia gli interessi speculativi immobiliari che hanno contribuito a deprimere l’economia cittadina.

Non sorprende neanche che si sia battuto ogni record (negativo) tra il momento in cui è stata chiusa la fabbrica, grazie anche alle gravi responsabilità della politica locale, e la concessione del via libera all’ennesima operazione immobiliare tutta piegata agli interessi del privato.

Non sorprende che il gruppo immobiliare coinvolto sia lo stesso che ha progettato il rinnovo del progetto sull’area ex ferriere, l’altro regalo offerto da Scajola a Colussi.

Non sorprenderà la prossima mossa che verrà escogitata per togliere di mezzo le storiche ma “fastidiose” ciminiere, destinate a soccombere per liberare da ogni ingombro l’interesse dello speculatore di turno, esattamente come avvenne, nonostante i vincoli della soprintendenza, con l’abbattimento dell’ex struttura delle ferriere.

Non sorprende che si continui a parlare di costruzione di edifici abitativi, a cui si affiancano, a scopo diversivo, aree a destinazione commerciale, alberghi a 5 stelle e ristoranti, tutte pronte a dissolversi e tramutarsi in altro residenziale alla prima variante del progetto.

Non sorprende che i protagonisti di questa vicenda siano gli stessi del passato, perché in questa città col ritorno di Scajola non solo la musica, ma anche i musicisti sono sempre gli stessi.

Non sorprende che quanto avevamo denunciato, già prima della chiusura della fabbrica, sui rischi di uno scenario speculativo come quello che oggi si sta delineando si sia avverato e che quelle denunce non siano riuscite purtroppo a contrastare questo disegno.

Non sorprende perché sono in gioco gli stessi interessi e lo stesso pessimo progetto politico che negli ultimi vent’anni hanno portato al declino della città. Insomma non sorprende vedere le solite mani sulla città”.

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