Covid, Imperia: ristoranti. “È ora di finirla con la farsa di poter mangiare solo all’aperto”. Parla Lupi (Camera Commercio). “Si può lavorare in sicurezza anche al chiuso”

Attualità Imperia

Questa mattina presso l’auditorium della Camera di Commercio di Imperia, si è svolto l’incontro con il Ministro al Turismo Massimo Garavaglia.

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“È ora di finirla con questa farsa dei ristoranti con servizio solamente all’aperto perché credo che la sicurezza sanitaria possa essere mantenuta anche con l’occupazione all’interno, ovviamente regolamentata”. Lo ha affermato Enrico Lupi, presidente Camera di Commercio Riviere di Liguria, a margine dell’incontro a tema turismo, svoltosi questa mattina presso l’auditorium, alla presenza del Ministro Massimo Garavaglia.

Enrico Lupi, Camera di Commercio Riviere di Liguria

“Le richieste che noi faremo saranno esplicitate dai rappresentanti dei settori del comparto turismo che interverranno uno per uno dagli alberghi alle spiagge, ai ristoranti e il territorio. Come Camera di Commercio mettiamo a disposizione il nostro know-how, il nostro sistema, le risorse a favore degli imprenditori ma abbiamo necessità di decisioni rapide veloci e di una programmazione seria e concreta da parte del governo.

Non possiamo più attendere indicazioni fumose, non possiamo andare sulle aspirazioni e sulle volontà, abbiamo bisogno di decisioni. Coprifuoco? C’è o non c’è, si sposta? Come e quando si abolisce?

È ora di finirla anche con questa farsa dei ristoranti solamente all’aperto perché credo che la sicurezza sanitaria possa essere mantenuta anche con l’occupazione all’interno regolamentata.

Diverse sono le tematiche ma aldilà delle decisioni dei comitati scientifici e tecnici noi abbiamo bisogno di indicazioni precise con la programmazione.

Per gli stabilimenti balneari hanno lavorato sicurezza all’estate 2020 lavoreranno in sicurezza nel 2021. Vi è un’istanza di riduzione parziale del distaccamento fra gli ombrelloni, ne parleranno stamattina i rappresentanti stabilimenti balneari. Non entro merito della situazione specifica tecnica, dico solamente che noi abbiamo bisogno come operatori di indicazioni certe in tempi veloci.

Il confine con la Francia incide moltissimo, si chiede ancora il tampone francesi spero che in tendenza di un miglioramento sanitario dall’una e dall’altra parte si possa fare a meno anche di questo”.

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