Imperia: tentato suicidio in carcere, lettera aperta di un ex detenuto. “Realtà dei fatti snaturata”

Attualità Imperia

Segondo il segretario Paganti, un agente della Polizia Penitenziaria, avrebbe impedito che “il detenuto italiano R.F. nato nel 1973 , con problemi psichiatrici appena arrestato , ponesse fine alla sua vita tramite impiccagione”.

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Un ex detenuto del Carcere di Imperia, F.R., interviene con una lettera per riportare la propria versione in merito a un episodio riferito agli organi di stampa dal Segretario Regionale della UILPA Liguria, Fabio Pagani, secondo cui un agente della Polizia Penitenziaria avrebbe impedito che “un detenuto italiano, R.F. nato nel 1973 , con problemi psichiatrici, appena arrestato , ponesse fine alla sua vita tramite impiccagione”.

Carcere di Imperia: detenuto replica alle dichiarazioni della UILPA

“Il sottoscritto non è assolutamente affetto da problemi psichiatrici (mai emersi) bensì da gravi patologie a carico del sistema cardiorespiratorio e assistito da respirazione meccanica (CPAP). In sede di carcerazione, allo stesso veniva negata l’introduzione di tale apparecchiatura in cella.

Preso dallo sconforto per la situazione di grave afflizione, con l’ausilio della cintura che negligentemente mi era stata lasciata all’ingresso, mi ‘appendevo alle sbarre‘.

Smentisco quindi categoricamente di aver utilizzato un lenzuolo; la storia di quest’ultimo è stata utilizzata unicamente per coprire le gravi mancanze già descritte in precedenza (altro che encomio….).

Non viene citata un’altra circostanza rilevante, ossia che il luogo teatro dei fatti, ossia la sezione seminterrato riaperta e adibita per l’occasione a quarantena COVID, fosse stata chiusa 2 giorni dopo i fatti per gravi carenze igienico sanitarie e inidonea ad accogliere anche una persona in buona salute; inviterei l’ill.mo sig. Pagani a trascorrere solo 1 ora il quel luogo dantesco. Il sottoscritto non è cittadino italiano, bensì francese.

La cosa che più mi urta è che alcune persone, in maniera spudorata e fraudolenta, abbiano tratto giovamento snaturando completamente una situazione caratterizzata da gravi mancanze che avrebbero dovuto invece essere sanzionate (trattasi di pubblici ufficiali); altro che essere fieri, viste le circostanze si dovrebbero vergognare”.

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