Femminicidio Ventimiglia: parla Roberta, l’amica storica di Sharon. “Viveva nella paura, quando tornava a casa stavamo al telefono. La sua morte è inaccettabile”

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Sconvolta per la tragedia, secondo molti preannunciata, Roberta ha deciso di raccontare a ImperiaPost la sua amicizia con Sharon e i difficili anni trascorsi a causa dei comportamenti ossessivi di Vicari.

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“Quando tornava a casa tardi da lavoro, nel tragitto dalla stazione a casa, stavamo al telefono, per timore che le potesse succedere qualcosa. Lei aveva paura, me lo diceva. Temeva per la propria vita e per quella di suo figlio. Ma nessuno l’ha protetta”. Lo racconta con grande amarezza Roberta Grillo, 34 anni, amica storica di Sharon Micheletti, la 30enne uccisa a Ventimiglia due giorni fa per mano dell’ex compagno Antonio Vicari65enne, che, dopo aver sparato i tre colpi mortali alla giovane si è tolto la vita con la stessa arma.

Sconvolta per la tragedia, secondo molti preannunciata, Roberta ha trovato la forza di raccontare a ImperiaPost la sua amicizia con Sharon, sottolineando i difficili anni trascorsi a causa dei comportamenti ossessivi di Vicari, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’urgenza di tutelare le vittime di violenza e sull’importanza di non sottovalutare le avvisaglie.

Femminicidio Ventimiglia: parla l’amica storica di Sharon

Che rapporto legava lei e Sharon?

“Io e Sharon ci conoscevamo da quasi 20 anni, siamo praticamente cresciute insieme. Mio fratello andava a scuola con lei, io sono legatissima a sua madre. Negli ultimi mesi le nostre strade si erano un po’ divise, come succede a volte nella vita, ma sentivo, e sento tuttora, regolarmente sua madre. Lei era molto preoccupata per Sharon, a causa di Vicari”.

Come descriverebbe Sharon?

“Sharon era Sharon, era unica. Aveva un carattere particolare, come tutti aveva pregi e difetti. Al mattino cantava, era sempre sorridente. Nonostante i problemi, vedeva sempre il lato positivo delle cose, sempre pronta a farti fare una risata. Metteva tanta allegria. Da quando aveva avuto suo figlio, ora di 5 anni, con il suo attuale marito, la sua famiglia era la sua ragione di vita. Faceva tanti sacrifici per non far mancare nulla al bambino. Lavorava in un ristorante a Mentone e tornava tardi tutte le sere. Poi, con il lockdown, aveva perso il lavoro”.

Ricorda la relazione con Vicari di alcuni anni fa?

“Certo. Nessuno approvava quella relazione. Ai miei occhi non era una bella persona, ma Sharon aveva fatto le sue scelte. Poi, quando si sono lasciati, lui ha iniziato a stalkerarla, la ossessionava, la seguiva. Poi è finito in carcere per le violenze all’ex moglie. Quando è uscito eravamo tutti preoccupati, la mamma di Sharon per prima. Vivevamo con l’ansia.

Ricordo che quando tornava a casa tardi da lavoro, nel tragitto dalla stazione a casa stavamo al telefono, per timore che le potesse succedere qualcosa. Lei aveva paura, me lo diceva. Temeva per la propria vita e per quella di suo figlio.

Tra i numerosi episodi, una volta Vicari l’ha minacciata davanti a tutti, in mezzo alla strada, a Ventimiglia. Lei lo ha denunciato, ma non è cambiato niente. Vicari scriveva post su Facebook, scriveva alle amiche di Sharon, andava sotto casa usa, la minacciava se la incontrava. Era un incubo”.

Pensa che sia stata sottovalutata la gravità della situazione?

“Assolutamente sì. Come succede, purtroppo, troppo spesso in questi casi. Io stessa l’ho vissuta sulla mia pelle. Inoltre, mia zia nel 2009 è morta allo stesso modo, nonostante le denunce, è stata uccisa dal suo ex marito con 3 colpi di fucile. Una settimana prima era stata aggredita con un coltello, ma anche in quel caso non è stata protetta. Ero amica anche di Antonella Multari, uccisa a 33 anni nel 2007 dall’ex fidanzato. Sono tutte storie che si ripetono. È terribile.

Se una persona fa denuncia per minacce dall’ex compagno dovrebbe scattare subito una macchina di protezione. Se davvero Sharon non ha specificato la condotta seriale dell’uomo, le forze dell’ordine avrebbero dovuto comunque approfondire, specialmente considerando il fatto che Vicari era pregiudicato per violenze sessuali all’ex moglie, non era nuovo a questi reati. E invece non è stato fatto niente.

C’è tanta amarezza, perchè lo Stato dovrebbe proteggerci, invece ci dà in pasto agli aguzzini”.

 Ha sentito la madre di Sharon?

“Sì, l’ho chiamata il giorno stesso e la sento tutti i giorni. È distrutta, nessun genitore dovrebbe seppellire il proprio figlio, soprattutto per una ragione di questo tipo. È inaccettabile. E ora un bambino è rimasto senza madre.

Non bisogna sottovalutare queste situazioni. Tante donne hanno paura. Le persone vittime di violenza devono avere la certezza che dopo la denuncia ci sia una protezione, una tutela, altrimenti queste tragedie non finiranno mai”. 

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