Femminicidio Ventimiglia: la vittima è Sharon Micheletti. Il killer e le minacce sui social. “Non c’è posto dove puoi nasconderti. È questione di pochi giorni”

Cronaca Imperia

Scorrendo il profilo Facebook del killer, infatti, sono innumerevoli i post dal tono fortemente minaccioso.

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“Non c’è posto dove puoi nasconderti”. “È questione di pochi giorni”. “Adesso non mi puoi chiedere scusa, è troppo tardi”. 

Questi e decine di altri post dai toni minacciosi compaiono sul profilo Facebook di Antonio Vicari, il 65enne che questo pomeriggio a Ventimiglia ha ucciso l’ex fidanzata Sharon Micheletti (questo il nome della vittima) di 30 anni, sparandole un colpo di arma da fuoco.

Ventimiglia: 30enne uccisa con un colpo di arma da fuoco, su Facebook i post minacciosi del killer

Secondo quanto ricostruito, oggi pomeriggio Antonio Vicari si sarebbe avvicinato all’auto dove si trovava Sharon Micheletti, sparando tre colpi di pistola e uccidendola. Il 65enne sarebbe poi entrato nel bar per uccidere l’amico dell’ex fidanzata, entrato pochi minuti prima per comprare le sigarette. L’uomo, però, sarebbe riuscito a trovare riparo nelle cucine, così come la titolare che, secondo le testimonianze, avrebbe detto a Vicari “non mi sparare”. Il killer avrebbe così desistito, allontanandosi a piedi per circa 500 metri prima di togliersi la vita nel greto del torrente, con la stessa arma da fuoco utilizzata per uccidere la 30enne, sparandosi alla testa.

Dopo i primi accertamenti, le forze di polizia hanno confermato che i due, in passato, erano stati legati da una breve relazione, poi finita, e che la vittima aveva denunciato Antonio Vicari per minacce. 

Minacce che si trovano anche online. Scorrendo il profilo Facebook del killer, infatti, sono innumerevoli i post dal tono fortemente minaccioso. Indirizzati all’ex fidanzata? Sul profilo di Vicari si trovano anche fotografie che lo ritraggono mentre impugna pistole e fucili.

L’ultimo post risale al 2 giugno. “Pensa bene che anche quando dormi io sono lì molto vicino – si legge – figurati quando sei con l’amante. Non c’è posto che puoi nasconderti”. Parole che parrebbero preannunciare il drammatico epilogo avvenuto oggi.

Quella di Sharon sembra essere l’ennesima morte annunciata, purtroppo una terribile consuetudine quando si parla di femminicidi in Italia. Una vicenda che non può che aprire interrogativi sulla tutela delle donne vittime di violenza.

 

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