Imperia: esproprio Granatini, intimidazioni a consigliere Verda. Parla Lucio Sardi (SI). “Atti aggressivi di inaudita arroganza”

Imperia Politica

Con queste parole anche Lucio Sardi, esponente di Sinistra Italiana, esprime solidarietà al consigliere Edoardo Verda.

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!

“La vicenda dell’esproprio da parte del Comune dell’area “granatini” e dell’intimidazione al consigliere Edoardo Verda da parte di un assessore della giunta Scajola resa pubblica proprio durante la discussione in consiglio comunale sulla pratica di esproprio, è uno spaccato del sistema di potere locale e dello “stile” di chi quel potere detiene – Con queste parole anche Lucio Sardi, esponente di Sinistra Italiana, esprime solidarietà al consigliere Edoardo Verda.

Il riferimento è a quanto riferito in aula dal consigliere di opposizione Guido Abbo (Imperia al Centro), ovvero che alcuni mesi fa, davanti al Comune, al termine di un consiglio, un assessore della Giunta Scajola avrebbe spintonato e intimidito il consigliere Verda, facendo riferimento ai Granatini, stabile di proprietà della famiglia del consigliere Verda, da lì a poco oggetto di esproprio (iter approvato in consiglio, tra le polemiche) da parte del Comune. 

Imperia: intimidazioni al consigliere Verda, interviene Lucio Sardi

“Nella città che ha fatto della commistione tra gli interessi privati e la politica un formidabile sistema di controllo del consenso elettorale, l’intimidazione di chi osa opporsi a questo meccanismo è una prassi che misura il livello di degrado di chi si sente padrone della città e non tollera quindi “intralci”.

Si tratta di un sistema consolidato che condiziona la politica, l’economia e quindi la vita dei cittadini imperiesi, di cui molti sono stati parte ma di cui Claudio Scajola detiene il copyright.

Non c’è imprenditore, professionista o semplice cittadino che lavori o viva in questa città che non colga l’invadenza del sistema di potere locale a cui “conviene” dimostrare rispetto, anche per vedersi riconosciuti i propri sacrosanti diritti.

Nel caso dell’area “granatini” il sistema di controllo della città costruito “un centimetro quadrato dopo l’altro” si è palesato con una operazione insensata quanto economicamente potenzialmente rischiosa per il Comune, dati i problemi che potrebbero sorgere sulla congruità dell’indennizzo riconosciuto.

Si è deciso di utilizzare una procedura di esproprio, che nella storia amministrativa della città non si vedeva da oltre mezzo secolo, per realizzare un piccolo parcheggio dentro un borgo come La Foce, che dovrebbe invece essere ulteriormente alleggerito dal traffico veicolare (come già avvenuto per l’area fronte mare) e semmai servito con aree di sosta per le auto esterne al suo perimetro di maggior pregio.

In questo modo, per ricavare pochi posti auto di un parcheggio con un accesso molto angusto, si creerà molto più traffico nella stretta Via De Tommaso con conseguenti rischi per i pedoni, data l’assenza di marciapiedi, causando un fastidioso aumento del traffico di auto anche nel Borgo Cappuccini.

Questa insensata operazione consente però di lanciare un messaggio chiaro su quali siano i perimetri del cerchio del potere cittadino, su chi sia sempre beneficiario di attenzioni e occasioni speculative (il gruppo Colussi a cui Scajola ha appena regalato il rinnovo del progetto sulle ex Ferriere non teme certo di subire espropri) e chi debba invece subire il decisionismo del Sindaco.

Il fatto che questa operazione toccasse anche la famiglia di un consigliere comunale di opposizione ritenuto colpevole dalla maggioranza di qualche irriverenza di troppo verso questo sistema, ha portato un “autorevole” esponente dell’amministrazione a ritenere legittimo (con la copertura del Sindaco che non ha ritenuto neanche di stigmatizzarlo) utilizzarla anche come forma di intimidazione.

Perché deve essere chiaro a tutti che una maggioranza che consente incredibili situazioni di conflitto di interessi di suoi esponenti, come nel caso dell’appalto Seris, può permettersi anche atti aggressivi di inaudita arroganza contro chi osa denunciarli.

Poco importa al Sindaco ed al suo fidato assessore che proprio la vicenda per cui Verda ha ricevuto il garbato “consiglio di un amico” in stile Razzi, sia invece un caso in cui un consigliere comunale potrebbe ritenersi penalizzato e non certo agevolato per il suo ruolo pubblico.

Chissà che tanto risentimento non sia stato motivato proprio per questo caso di inconcepibile (per gli esponenti di questa amministrazione) assenza di conflitto di interesse.

Al giovane consigliere Verda sentiamo di esprimere la nostra solidarietà e di dire che quella che può aver vissuto come uno sgradevole atto di prevaricazione, è semmai la dimostrazione che nel suo ruolo di opposizione ha dimostrato di non essersi piegato ad un sistema a cui troppi in questa città sembrano essersi assuefatti.

Proprio per questo è importante e simbolico che un segnale di coerenza e dignità venga da un giovane consigliere comunale che difende a testa alta idee ed i principi in cui crede”.

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!