Imperia: Riviera trasporti, storia di un disastro annunciato. A rischio 300 lavoratori, la politica dia un segnale / Il caso

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Si prospetta un altro concordato in bianco, iter già adottato da Rivieracqua con risultati, ad oggi, fallimentari.

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La Riviera Trasporti rischia seriamente il default finanziario. Una situazione drammatica per la società incaricata della gestione del servizio di trasporto pubblico in provincia di Imperia, precipitata nelle ultime settimane dopo che il decreto ingiuntivo depositato dalla società Arriva Italia Srl, per un debito pari a 3.2 milioni di euro con la Rt, ha portato all’emissione, da parte del Tribunale di Imperia, di un pignoramento presso terzi, segnatamente la Provincia di Imperia.

Imperia: Riviera Trasporti, disastro annunciato

Il debito con Arriva Italia Srl

Occorre partire da lontano, dal 2002, per ricostruire una vicenda, sotto il profilo amministrativo, da film dell’orrore.

Nel 2002 la Riviera Trasporti decide di affidare parte del servizio di trasporto pubblico, in particolare le corse nell’entroterra, a una società esterna, la Rtl, per l’80% della Arriva Italia Srl e per il 20% della Rt che, a sua volta, lo ricordiamo, è per l’84% di proprietà della Provincia di Imperia (le restanti quote sono in capo al Comune di Sanremo, 15%, e ai Comuni di Imperia, Ventimiglia, Taggia, Camporosso, Dolcedo, Ospedaletti e Vallecrosia).

La Arriva Srl Italia è una holding italiana del colosso tedesco del trasporto passeggeri Arriva, di proprietà della società ferroviaria tedesca Deutsche Bahn.

Per l’affidamento del servizio viene stabilito un corrispettivo economico che, però, la Riviera Trasporti ha sempre pagato a singhiozzo a Rtl, accumulando, negli anni, un ingente debito. Una situazione protrattasi sino al 2019, quanto Rt rileva tutte le quote della Rtl e ne ingloba l’intero asset societario, compresi i dipendenti. Un’operazione che porta il debito di Rt, verso la società Arriva Italia Stl, a un totale di circa 2.7 milioni di euro.

Un debito che Riviera Trasporti, complice una crisi finanziaria sempre più profonda, non è mai riuscita a saldare. Sino a qualche settimana fa, quando la Arriva Italia Srl ha depositato un decreto ingiuntivo contro Rt per un totale di 3.2 milioni di euro (2.7 milioni di euro di debiti più 500 mila euro di interessi e spese legali), poi sfociato nel pignoramento presso terzi (la Provincia, in quanto azionista di maggioranza) di 800 mila euro, corrispondenti alla quota mensile che l’ente versa a Rt per l’espletamento del servizio di trasporto pubblico.

Il pignoramento ha portato al blocco degli 800 mila euro che determina, di fatto, l’impossibilità per la Riviera Trasporti di provvedere al pagamento degli stipendi (325 dipendenti).

Il Consiglio Provinciale e il concordato in bianco

La Riviera Trasporti, per provare ad uscire da una crisi finanziaria che rischia di trascinarla verso il fallimento, ha due strade: o trovare un accordo con la Arriva Italia Srl o, ed è la strada ad oggi più percorribile, affidarsi allo strumento del Concordato preventivo e, dunque, a un Commissario giudiziale, per la ristrutturazione dei debiti, tutti (ammontano, mutui compresi, a circa 25 milioni di euro).

In entrambi i casi, per la sopravvivenza della Riviera Trasporti è vitale poter proseguire la gestione del servizio di trasporto pubblico. Ed era proprio questo l’obiettivo del consiglio provinciale convocato per questa mattina, ovvero deliberare il via libera all’affidamento in house del servizio di trasporto pubblico alla scadenza dell’attuale contratto (2022) per scongiurare la messa a gara, con il rischio, per Rt, di rimanere tagliata fuori e viaggiare spedita verso il fallimento. 

Il Consiglio, però, non senza qualche momento di tensione, ha deciso di rinviare di qualche giorno la pratica, preferendo attendere il deposito della richiesta di concordato da parte della Riviera Trasporti.

Di fatto, si prospetta un altro concordato in bianco (vista l’impossibilità di presentare un piano di ristrutturazione dei debiti a lungo termine senza avere la garanzia della gestione del servizio oltre il 2022) iter già adottato da Rivieracqua con risultati, ad oggi, fallimentari.

Il presidente della Provincia di Imperia Domenico Abbo commenta: “Convocherò di nuovo il Consiglio provinciale subito dopo il deposito della richiesta di concordato preventivo. La delibera che abbiamo ritirato sarà dunque ripresentata e votata a breve scadenza. Riteniamo che questa sia la procedura migliore da seguire per tutelare la società, anche in considerazione del recente pignoramento dei crediti che ha reso ancora piu’ difficile la sua situazione finanziaria. A questo proposito i nostri uffici verificheranno la possibilità di pagare gli stipendi ai dipendenti dei Rt attingendo dalle risorse dell’Ente”.

 

 

 

 

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