Imperia: “Con pediatra fino a 16 anni, nostro figlio espulso da selezione forze armate”. L’appello dei genitori. “Era il suo sogno, le Istituzioni intervengano”

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Il giovane imperiese, con il sogno di diventare Carabiniere, la scorsa estate si è cimentato nelle varie prove di selezione del concorso per entrare a far parte delle forze armate, ma è stato espulso.

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“Diventare Carabiniere era il sogno di nostro figlio, ma è andato in frantumi perchè ha avuto il pediatra fino a 16 anni”. Lo raccontano con amarezza i genitori di un 21enne imperiese, che rimarrà anonimo per motivi di privacy, che vogliono rendere nota la storia per lanciare un appello alle istituzioni affinchè si impegnino a trovare una soluzione a quanto accaduto o che agiscano in modo tale da evitare che lo stesso possa capitare ad altre famiglie.

Imperia: espulso dalla selezione delle forze armate per aver avuto il pediatra fino a 16 anni, la storia raccontata dai genitori

Nel dettaglio, il giovane imperiese, con il sogno di diventare Carabiniere, la scorsa estate si è cimentato nelle varie prove di selezione del concorso per entrare a far parte delle forze armate. Nonostante gli eccellenti risultati nei singoli test, però, il responso è inesorabile: espulso. Il motivo? L’aver proseguito l’assistenza da parte del pediatra oltre i 14 anni di età.

“Tutto risale a circa 7 anni fa, quando, su proposta del pediatra di nostro figlio, allora 14enne, noi genitori abbiamo optato per la prosecuzione della sua assistenza per altri due anni, firmando un modulo da indirizzare all’ASL1 per mantenere il pediatra sino a sedici anni. Ai tempi ci parve una bella cosa, senza motivi medici ne’ ragioni particolari, per la stima e la confidenza nel medico.

Sono passati gli anni e il ragazzo, divenuto uomo, ha deciso di provare a realizzare il sogno di diventare militare, preparandosi ogni giorno con i test dedicati e allenandosi per le prove fisiche.

Questa estate ha partecipato al concorso, superando tutti i test e distinguendosi nelle prove fisiche facendo anche ottimi colloqui.

Il risultato però è stato inaspettato: espulso. Non capendo le ragioni dell’espulsione abbiamo cercato di chiedere ufficialmente spiegazioni finché non abbiamo ottenuto la risposta qualche settimana fa dove una PEC ha reso noto che la sua espulsione è dovuta al fatto di aver avuto in età adolescenziale disagi psicosociali non compatibili all’arruolamento. Tramite un avvocato, siamo venuti a scoprire che il disagio psicosociale lo avevamo auto-certificato noi stessi con il modulo di richiesta proseguimento assistenza pediatrica di cui sopra.

L’avvocato ci ha reso noto che l’accordo integrativo tra la Regione Liguria e le OO.SS. dei pediatri di libera scelta riporta all’art. 1 delle Norme integrative all’AIR testuali parole:

‘…il disagio psicosociale sia auto certificato dal genitore all’atto della richiesta del mantenimento in carico al PdF … … con la dicitura preferenziale: per rapporto di fiducia … … controfirmato dal pediatra stesso…’.

Noi firmando quella richiesta abbiamo auto certificato inconsapevolmente un disagio inesistente.

Ora faremo richiesta di avere il modulo scritto dal pediatra e da mia moglie firmato per dimostrare la nostra assoluta buona fede e tentare di togliere in modo definitivo questa ‘targa’ a nostro figlio.

Parlando con altri genitori, abbiamo scoperto che non siamo gli unici a non sapere di questa norma e che, quindi, molte altre persone si sono trovate o potrebbero trovarsi nella stessa situazione.

Ci rivolgiamo quindi alle istituzioni con un appello affinchè vengano riviste queste regole o, perlomeno, vengano ben messe in evidenza al momento della firma del modulo. 

Siamo molto amareggiati perchè nostro figlio si vede precluso il sogno di una vita”.

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