Pompeiana e il lago artificiale mai terminato: un’odissea lunga 16 anni. L’annuncio del neosindaco. “L’obiettivo è finirlo entro l’estate 2022” / La storia

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“L’obiettivo è finalmente terminarlo entro l’estate 2022”. Questo l’annuncio del neo Sindaco di Pompeiana Vincenzo Lanteri in riferimento al Lago “San Bernardo”, un bacino artificiale che si trova nel cuore del SIC (Sito di Interesse Comunitario), sulla collina alle spalle del paese, la cui realizzazione è iniziata nel lontano 2005, ma non è mai stata portata a termine.

Pompeiana e il lago artificiale mai terminato: un’odissea lunga 16 anni

La storia del lago San Bernardo è lunga e travagliata e negli anni ha suscitato l’interesse di molti ambientalisti, preoccupati per la tutela del luogo, data l’elevata importanza dal punto di vista naturalistico e ambientale. 

Il progetto dell’invaso, nato per finalità irrigue e per l’approvvigionamento dei mezzi antincendio, risale agli anni ’90, mentre l’avvio dell’opera risale al 2005.

Nel 2006, a lavori ormai avanzati, il comitato “Praugrande” (oggi associazione) scrisse una lettera di protesta al Sindaco sulle modalità di realizzazione dei lavori da parte della ditta. Sempre in quell’anno, intervenne anche il WWF Liguria che si rivolse alle diverse autorità competenti per chiedere la valutazione dell’impatto dei lavori sulla conservazione del SIC.

I lavori, in ogni caso, volgevano ormai al termine, ma al momento del riempimento, si scoprì una grave falla nell’impermeabilizzazione che ha reso di fatto il lago inutilizzabile.

Una problematica che generò ulteriori problemi, sia a livello legale tra il Comune e l’azienda che ha costruito invaso, sia con il Mise, che, vista la mancata realizzazione dell’opera per cui erano state finanziate le risorse, ha chiesto le somme indietro (circa 600 mila euro).

Da quel momento, quindi, nel bel mezzo del SIC di Pompeiana è rimasto un “buco” a testimonianza dell’odissea che si è verificata e che ancora non ha avuto una soluzione.

L’interesse dell’associazione Praugrande

“La nostra associazione è nata come comitato per opporsi all’ipotesi di una discarica sul Prau Grande, zona collinare che interessa gli attuali territori dei comuni di Pompeiana, Pietrabruna e Castellaro. In quell’occasione abbiamo scoperto che quella zona era proposta come SIC (pSIC), quindi sarebbe stata necessaria una valutazione incidenza per dimostrare che discarica non danneggiasse l’area. Grazie al movimento di protesta del paese abbiamo scampato il pericolo.

Purtroppo, all’epoca dell’avvio dei lavori del lago, il comitato non si era reso conto immediatamente della gravità dell’impatto dell’opera sul territorio e si attivò solo quando ormai i lavori erano in via di conclusione. Poi, i problemi nella realizzazione hanno causato lo stop forzato e tutte le conseguenze che sappiamo.

In ogni caso, la nostra associazione si impegna per la tutela del territorio, spesso dimenticato, e di tutti i preziosi esemplari di flora e fauna che si trovano in quest’area (nel frattempo diventata ufficialmente SIC): orchidee spontanee, lucertola occellata, pelodite punteggiato ed altri ancora. Bisogna fare in modo che la gente si renda conto che abbiamo qualcosa di molto importante da proteggere.

Con l’elezione del nuovo Sindaco ci siamo subito messi a disposizione per lavorare per arrivare finalmente a una soluzione per il lago. Sappiamo che l’amministrazione ha già delle idee per realizzare qualcosa di ecologicamente ragionevole e allo stesso tempo salvare il bilancio del Comune. Noi siamo favorevoli a lavorare in questo senso e ci auguriamo che si trovi la migliore soluzione possibile, per rimediare, almeno in parte, al danno causato al territorio”.

Il Sindaco Vincenzo Lanteri

“Come Sindaco neoeletto, la prima pratica che ho trovato sul tavolo è ovviamente quella relativa al lago dichiara Lanteri a ImperiaPost – è una vera propria spina nel fianco delle amministrazioni che si sono susseguite. Come gruppo ce ne siamo interessati ancora prima di aspettare il risultato delle elezioni perchè è decisamente urgente da risolvere. Da troppo tempo non ci sono sviluppi.

Ci stiamo lavorando. La nostra intenzione è quella di finire l’opera, non solo perchè c’è il rischio che il Mise pretenda la restituzione dell’intero importo del finanziamento originario, un’eventualità che manderebbe in default il Comune, ma anche perché è un impegno importante. È un’opera che ha la sua utilità e soprattutto va inserita nel modo corretto in una zona di rilevanza ambientale come il SIC.

La prossima settimana abbiamo un appuntamento in videoconferenza con la Regione Liguria, in particolare l’assessore Alessandro Piana, per fare il punto. Speriamo si possano produrre risultati concreti e trasformare la potenziale minaccia in una grande opportunità per valorizzare il sito di pregio, sia sotto profilo ambientalistico, che paesaggistico e naturalistico.

Ci coordiniamo con l’associazione Praugrande che si è messa subito a disposizione. Cerchiamo una soluzione insieme sperando di trovarla in tempi rapidi per dare al nostro Comune il bacino finanziato ormai anni fa. Speriamo di riuscire ad avere dalla Regione la sensibilità necessaria e il sostegno economico (circa 300/400 mila euro) per finire l’opera, in particolare per sistemare il fondo tenendo conto delle variabili del terreno.

Si può pensare anche a una radura da realizzare in un’area a margine del lago, un’oasi naturalistica per ospitare la fauna tipica, che potrà diventare di interesse turistico. Pensiamo che la questione potrebbe anche essere di interesse intercomunale e rientrare nei possibili finanziamenti del piano PNRR, per la valorizzazione e riqualificazione dei territorio, della natura e dei sentieri.

Il nostro impegno è tanto. È già stato perso troppo tempo. Il nostro obiettivo è vederlo terminato entro l’estate 2022″.