Imperia: esplode la protesta al drive through, intervengono le forze dell’ordine. “Mandati a casa senza tampone dopo ore di coda. Denunceremo per interruzione di pubblico servizio”/Foto e Video

Cronaca Cronaca Imperia

Tensione alle stelle, oggi, 9 dicembre, al Molo Pastorelli, sul porto di Imperia, dove ha sede il drive trough allestito dall’Asl per i tamponi Covid.

Chiuso nella giornata di ieri, in quanto festività, e questa mattina, per via di un’esercitazione delle forze armate in porto, il centro questo pomeriggio, a partire dalle 14 circa, è stato letteralmente preso d’assalto da centinaia di persone in attesa del tampone, tutte convocate dall’Asl. 

Intorno alle ore 18, dopo 4 ore, le operatrici, solo tre (una sola dedicata ai tamponi), stremate, hanno chiuo il drive trough con ancora centinaia di auto in coda in attesa del tampone. Una decisione, maturata dopo una confronto telefonico con la dirigenza Asl, che ha scatenato la rabbia di decine di cittadini scesi dalle auto prima per protestare direttamente con le operatrici (“è la dirigenza che ha dato questi ordini, prendetevela con loro, noi con noi” hanno risposto nel corso di un confronto molto acceso) e successivamente con le forze dell’ordine intervenute, Polizia Locale e Carabinieri.

Tra i cittadini in coda anche l’ex consigliere comunale, avvocato, Piera Poillucci, che ha annunciato un esposto-denuncia per interruzione di pubblico servizio. 

Asl chiude il centro tamponi, cittadini furiosi. Le operatrici: “Prendetevela con la dirigenza”

Imperia: caos al drive trough, la rabbia dei cittadini. “Ho visto anziani sdraiati, bambini di tre o quattro anni con la febbre”

“Da oggi pomeriggio alle 14.30, sono le 18.30, siamo in coda, ad aspettare. Nessuno ci ha avvisato e ci ha detto niente. Io ho paura che domani torniamo qua e succede la stessa cosa. Io sono una OSS, sono appena tornata dall’estero, vorrei rientrare a fare il mio lavoro perché in questo momento ce n’è bisogno. Ho tre positivi in casa, io vorrei qualche qualcuno mi dicesso come mi devo comportare. Come me tante altre persone in coda per noi, al freddo, senza avere notizie. Tanto rispetto per i miei colleghi, però un minimo di organizzazione”.

“Una cosa vergognosa. Ho il bambino con la febbre in macchina, doveva prendere l’antibiotico. Siamo stati in fila per quattro ore. Non è possibile. Ci stanno prendendo in giro”.

“Io voglio dire solo questo. Ci sono un centinaio di classi in quarantena. L’Asl sa benissimo i numeri, non ce li ha oggi, o da ieri. Quindi doveva essere in grado di gestire il personale almeno per i tamponi delle scuole. Non può fare delle figure simili, chiudendo, lasciando due persone a lavorare come bestie. Il dirigente responsabile dovrebbe essere retrocesso a fare il fattorino perché non è in grado di fare altro”.

“Io alle tre meno un quarto sono arrivata qui, con la mia famiglia, viste le prospettive delle tempistiche mi avevano assicurato che facendo la coda mi avrebbero fatto il tampone e dopo quattro ore e mezzo di coda con una bambina di sette anni e mezzo, io arrivo qui, con un’attesa di ancora cinquanta macchine e mi viene detto che il tampone non lo fanno. Una vergogna. Ho visto anziani sdraiati nelle macchine, bambini di tre o quattro anni, mi viene un nervoso. Ora cosa faccio? Vado in Ospedale per farmi fare il tampone? Resto qui? Non torno domani, perché mia figlia è bloccata a casa, negativa, da 20 giorni. Deve ritornare ad avere una vita normale. Io ho fatto il Covid, dichiaro di non essere vaccinata, mi sono spaventata per tutto questo. Non è giusto. Perché io ho 30 anni, ma una persona anziana come fa a sopportare uno schifo del genere?”.

“Ho contattato i Carabinieri e mi hanno detto che loro non hanno nessuna competenza e noi ci dobbiamo rivolgere all’Asl. L’Asl l’ho contattata io e mi hanno detto che hanno delle disposizioni e che i tamponi si svolgono da tale ora a tale ora. Benissimo. Noi però abbiamo i bambini in quarantena, ce li teniamo a casa, è difficile organizzarsi, ma lo facciamo, sono i nostri figli. Ma così la pandemia non la fermiamo, perché se siamo potenzialmente pericolosi ci devono dire che dobbiamo stare a casa. Perché io così vado a fare la spesa, a lavorare. Potrei essere una portatrice sana. Se non sono in grado di gestire i tamponi dovevano scaglionarli, non che fanno dalle alle. La coda era dalla piscina”.

“Stamattina dovevo venire a fare il tampone. Sono venuto e non c’era nessuno, neanche un cartello. Un centralinista mi ha detto di venire pomeriggio. E’ dalle due che sono qua. Non siamo degli untori, dei cattivi, perché abbiamo preso il Covid. Io l’ho preso in Ospedale, si figuri un pò, quindi sono abbastanza incazzato per conto mio. Vengo qui a fare il tampone e se ne vanno via? Legittimo, ma qualcunaltro doveva venire al loro posto. 

La gente è stata convocata dall’Asl, non è che è venuta spontaneamente. Convocato tutta questa gente e poi c’era solo una persona a fare i tamponi. Vuoldire che chi ha organizzato questa cosa è un incompetente. Non sa quello che fa. Non è possibile una presa in giro di questo genere. La gente viene mandata via. Tornare domani? Sarà la stessa cosa. Qui dovrebbero intervenire le autorità per dare risposte a gente che è stata convocata dall’Asl, non da Babbo Natale. C’è una disorganizzazione vergognosa”.

Piera Poillucci, avvocato, ex consigliere comunale: “Presenterò denuncia per interruzione di pubblico servizio”

“Aspetto dalle ore 14.30, perché mi hanno detto di venire questo pomeriggio tra le 14.30 e le 17.30. Io presenterò un esposto per interruzione di pubblico servizio. Se, come mi dicono, è il dott. Amoretti che ha dato l’ordine di chiudere e questi hanno chiuso baracca e burattini e ci hanno lasciato qui come poveri fessi, è chiaro che qualcuno deve pagare. C’è gente che è venuta a fare il tampone con la febbere, stando male. Ci sono tanti bambini. Ci hanno lasciato in coda come poveretti senza neanche avvisarci che non ci avrebbero fatto i tamponi. C’è una mancanza di rispetto verso il cittadino, evidentemente l’Asl non si sente di svolgere un servizio pubblico essenziale come forse è, è allora è chiaro che c’è qualcosa che non va. Perché il rispetto del paziente, che nel caso di Asl è anche cliente, perché tutti paghiamo le tasse per il servizio sanitario nazionale è evidente che c’è qualcosa che non va e il voglio andare sino in fondo”.

Imperia: ennesima giornata di caos al drive through, la replica dell’Asl

“Siamo rammaricati per il disagio che hanno dovuto subire gli utenti – comunicano dall’Asl – stiamo cercando di organizzare un’ulteriore squadra per domani per supportare l’effettuazione dei tamponi nasali. Purtroppo c’è mancanza di personale ed è difficile reclutare nuove risorse dato che le graduatorie sono vuote e non ci sono concorsi. Inoltre, dobbiamo gestire da una parte i tamponi e dall’altra le vaccinazioni. Faremo del nostro meglio per evitare nuove situazioni di disagio”.