Imperia e l’ordinanza “fantasma”: tutti al mare nonostante il divieto di balneazione per gli scarichi fognari/Il caso

Attualità Imperia

Il 30 settembre 2021 il Sindaco di Imperia Claudio Scajola, complice lo stop al depuratore per i lavori di riparazione del tubo di mandata (che almeno dal settembre 2020, a causa di una rottura, scaricava reflui fognari non perfettamente depurati a due passi dalla costa, invece che a 1.5 km al largo e a 30 metri di profondità) e la conseguente attivazione degli scarichi fognari di emergenza, ha firmato un’ordinanza di divieto di balneazione dal 4 ottobre su tutto il litorale imperiese. Il motivo? Le fogne scaricano direttamente in mare (e alla foce dell’Impero, vedi qui l’ultimo blitz di Asl e Carabinieri Forestali) e, si legge nell’ordinanza, “la situazione fa temere un possibile grave pericolo per la salute pubblica e la sicurezza ambientale”.

Imperia: divieto di balneazione “fantasma”

Benché, però, si parli di “grave pericolo per la salute pubblica e la sicurezza ambientale”, l’ordinanza è ancora oggi, a quattro mesi di distanza dall’entrata in vigore, sconosciuta alla quasi totalità della cittadinza. In primis per la scarsa pubblicizzazione, in secondo luogo per l’assenza pressochè totale di cartelli sulle spiagge.

Il risultato è che anche questo weekend, così come quelli precedenti, complici le splendide giornate di sole, c’è chi, sulle spiagge imperiesi, si concede un bel bagno all’oscuro del divieto di balneazione e, probabilmente, anche del fatto che le fogne, da 4 mesi a questa parte, scaricano direttamente in mare.

Una situazione che, sino a che non verrà riattivato il depuratore, merita di essere affrontata. Perché nessuno fa rispettare l’ordinanza? Sono state fatte le analisi delle acque marine in questi quattro mesi? Se si, perché sul sito dell’Arpal gli ultimi risultati sulla qualità delle acque sono datati settembre 2021?

E’ sicuro fare il bagno con le fogne che scaricano direttamente in mare? Se si, perché l’ordinanza del Sindaco parla di “grave pericolo per la salute pubblica e la sicurezza ambientale”. Purtroppo, ancora una volta, ci si trova a fare i conti con gravi lacune in termini trasparenza.

Si temono forse brutte figure con i turisti che raggiungono le nostre spiagge per via delle meravigliose giornale invernali di sole? Bisognava, in questo caso, pensarci prima. Mettere la testa sotto la sabbia, oggi, non fa altro che peggiorare una situazione già di per se drammatica.