22 Maggio 2024 03:39

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22 Maggio 2024 03:39

Referendum: Corte Costituzionale boccia quesiti su Eutanasia, cannabis e responsabilità civile magistrati. Via libera a cinque sulla giustizia

In breve: Quattro i quesiti sulla giustizia dichiarati "ammissibili" per i quali si voterà questa primavera, tra il 15 aprile e il 15 giugno 2022.

Sono tre i referendum bocciati dalla Corte Costituzionale: quelli relativi alla depenalizzazione della coltivazione della cannabis, eutanasia e responsabilità diretta dei magistrati. 

Cinque, invece, i quesiti dichiarati “ammissibili” per i quali si voterà questa primavera, tra il 15 aprile e il 15 giugno 2022.

In particolare, si tratta dei quesiti su Legge Severino, limitazione delle misure cautelari, separazione delle funzioni dei magistrati, eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) e diritto di voto degli avvocati nei consigli giudiziari.

Quesiti che hanno superato il vaglio della Consulta in quanto “non rientrano in alcuna delle ipotesi per le quali l’ordinamento costituzionale esclude il ricorso all’istituto referendario”.

Al contrario, è stato il referendum sull’eutanasia, con grande delusione dell’Associazione Luca Coscioni e del tesoriere Marco Cappato, poichè, secondo la Corte “non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana”.

“È una brutta notizia per la democrazia e per chi sta soffrendo ha dichiarato CappatoLa lotta non di ferma qui. Siamo arrivati a questo punto, con la parziale legalizzazione del cosiddetto aiuto al suicidio, il testamento biologico, attraverso la disobbedienza civile, continueremo su questa strada”.

Al termine dell’esame degli 8 quesiti referendari, il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato ha spiegato le decisioni nell’ambito di una conferenza stampa.

La conferenza stampa di Giuliano Amato, presidente della Corte Costituzionale

Bocciato referendum sull’eutanasia

“Il referendum non era sull’eutanasia spiega Amato – ma sull’omicidio del consenziente. Arrivare a un voto, aspettandosi che sia sull’eutanasia, che poi legittima l’omicidio del consenziente, finisce per legittimare l’omicidio del consenziente ben al di là dei casi per i quali ci si aspetta che l’eutanasia possa aver luogo. Tutti i casi nei quali una persona che non è malata, che non è terminale, non è in condizioni di sofferenza intollerabili, per altre ragioni decide di porre fine alla sua esistenza, dà un consenso e trova qualcuno che sulla base di quel consenso fa l’iniezione letale.

Certamente questa Corte per il suicidio assistito ha determinato condizioni e lo ha depenalizzato. Vi confesso che leggere che chi ha preso questa decisione non sa cos’è la sofferenza mi ha ferito, ha ferito tutti noi e ci ha ferito ingiustamente, ma non è colpa vostra. È la parola eutanasia che ha portato a tutto questo. Il referendum era sull’omicidio del consenziente che sarebbe stato lecito in casi ben più numerosi e ben diversi da quelli dell’eutanasia. Qualcuno ha scritto, secondo me giustamente, ‘se la veda il Parlamento su questo tema’”.

Bocciato referendum sulla responsabilità dei magistrali

“È inammissibile perchè, essendo sempre stata la regola della responsabilità indiretta (ovvero si cita lo Stato e poi c’è la rivalsa sul magistrato), l’introduzione della responsabilità diretta rende il referendum, più che abrogativo, innovativo”.

Bocciato referendum sulle sostante stupefacenti

“C’è una parziale analogia a proposito dell’eutanasia. Il quesito è articolato in tre sottoquesiti. Il primo prevede che scompaia, tra le attività penalmente punite, la coltivazione delle sostanze stupefacenti che non includono la cannabis, ma includono papavero, coca, quindi droghe pesanti. Violeremmo obblighi internazionali plurimi e inidoneità rispetto allo scopo perseguito”. 

Ammesso referendum su abrogazione legge Severino

Il quesito propone di abrogare il decreto legislativo del 2012 che prevede l’incandidabilità e la decadenza delle cariche elettive per chi ha una condanna definitiva superiore a due anni di carcere, e che, per quanto riguarda gli amministratori locali, prevede la sospensione (per un massimo di 18 mesi) con una condanna in primo grado per reati contro la pubblica amministrazione.

Ammesso referendum su limitazione della custodia cautelare

Il quesito propone di abolire, tra le possibilità di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, il rischio di reiterazione dei reati “della stessa specie di quello per cui si procede”. Dunque, rimarrebbero solo come possibilità di applicare la misura le altre due possibilità: il pericolo di inquinamento delle prove o il pericolo di fuga.

Ammesso referendum su avvocati con diritto di voto nei consigli giudiziari

Il quesito chiede di riconoscere anche ai membri laici dei Consigli giudiziari, avvocati e professori, di partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati.

Ammesso referendum su abolizione delle firme per candidarsi al Csm

Il quesito chiede l’abrogazione delle norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura, in particolare le norme sulla costituzione e il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’art. 23, né possono candidarsi a loro volta”.

Ammesso referendum su separazione funzioni magistrati

Il quesito propone l’abrogazione “delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati”.

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