Diano Marina: montagne di ghiaia sulla spiaggia, scatta esposto all’Arpal. “Che impatto hanno i lavori sull’ecosistema marino?”/Il caso

Attualità Golfo Dianese

“Dopo aver visionato i progetti e le documentazioni, aver ascoltato le preoccupazioni dei residenti e soprattutto dopo aver verificato personalmente la situazione attuale dei lavori che stanno stravolgendo la suggestiva zona di Borgo Paradiso, abbiamo deciso di sollecitare un accertamento da parte dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Liguria (Arpal) e dell’ufficio Gestione Costiera della Regione Liguria per valutare che i materiali impiegati nell’intervento siano consoni alla sistemazione su un arenile che storicamente è sempre stato misto sabbia/scogliere e che non ci siano eventuali impatti sull’ecosistema marino”.

Così, in una nota stampa, Francesco Parrella e Micaela Cavalleri, consiglieri del gruppo “Diano Domani” in merito alle montagne di ghiaia comparse sulle spiagge di Borgo Paradiso nell’ambito dei lavori di ripascimento finanziati con fondi regionali (5 milioni di euro suddivisi in due lotti da 2.5).

Diano Marina: montagne di ghiaia sulla spiaggia, scatta esposto all’Arpal

“La distesa di ghiaiaproseguono i consiglieri – è immensa e, a fronte di un mero aumento della superficie destinata all’utenza delle spiagge presenti, sta cambiando definitivamente il profilo di una delle zone più tranquille e incantevoli della nostra cittadina. La fretta di eseguire l’intervento relativo al primo lotto (concluso a giugno 2021 inoltrato), finanziato con 2,5 milioni dal Dipartimento di Protezione Civile, ha visto i moletti presenti completamente coperti dalla ghiaia senza essere rimossi, mentre i bei e i rii sono stati parzialmente occlusi e gli scarichi delle acque bianche non sono stati allungati, provocando ad ogni precipitazione notevoli acquitrini in una zona che oggi si trova nel centro degli arenili in concessione.

Peraltro, nonostante i 5 milioni ricevuti per i due lotti oggetto dell’intervento, le recenti camionate di ghiaia di cava nera che è stata accatastata nella zona di levante, sede del primo lotto, è stata acquistata con oltre 100.000 euro di fondi comunali, mentre i lavori del secondo lotto, che secondo il cronoprogramma inserito a progetto dovrebbero durare 135 giorni, non sono ancora cominciati e non se ne conosce il motivo. Di sicuro, anche iniziando adesso, non riusciranno a concludersi entro la stagione estiva.

Per fortuna la zona, come del resto l’intera costa ligure, dopo anni di eventi particolarmente intensi, è stata risparmiata durante l’autunno/inverno dalle mareggiate, ma gli abitanti della zona, preoccupati della rimozione delle dighe sostituite con piccoli isolotti soffolti, ci contattano costantemente invocando di sollecitare interventi preventivi che tutelino l’abitato retrostante le spiagge (che dovrebbe proprio essere l’oggetto del progetto).

Non si riesce a comprendere la testardaggine del Sindaco e dell’Amministrazione nel procedere con una progettualità come al solito poco pubblicizzata, ma che sta stravolgendo una zona di costa nella quale erano sicuramente auspicabili interventi di riqualificazione, ma che dovevano partire dalla garanzia del mantenimento della suggestività, dell’ambiente e della riservatezza di un posto nel quale sono cresciute generazioni di dianesi”.