Imperia: Rt, esplode il caso Inps. Lavoratori senza stipendio, la rabbia dell’Usb. “Inammissibile e intollerabile. Ora basta parole”

Attualità Imperia

Basta parole, rimboccatevi le mani e fate uscire dalla crisi questa società e i suoi dipendenti”. Così il sindacato Usb in merito alla nuova crisi della Riviera Trasporti. L’Inps, come confermato dal presidente della Rt Giovanni Barbagallo, non ha rilasciato il Durc (documento unico regolarità contabile) all’azienda  provinciale di trasporto pubblico, di fatto bloccandone i conti. Uno stop che ha portato conseguenze negative a catena, in primis il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori e, in secondo luogo, a causa della mancanza di fondi per la manutenzione dei mezzi, l‘annullamento di svariate corse, con disagi enormi per l’utenza.

Imperia: Rt, lavoratori senza stipendio. Sindacato Usb sul piede di guerra

“I dipendenti di Riviera Trasporti sono costretti dopo i problemi di stipendio del settembre 2021 (risolti solo in parte a dicembre) ad affrontare di nuovo la mancanza della retribuzione, in un momento tra l’altro che vede l’intera economia patire di un aumento del costo della vita in maniera abnorme, i lavoratori devono per l’ennesima volta aspettare che gli eventi aiutino l’azienda a pagare gli stipendi.

Questa volta è stata l’INPS ad aver bloccato i conti di RT. Nei giorni scorsi abbiamo assistito a battibecchi su chi fosse il responsabile di queste situazioni e abbiamo scoperto (ma non era un mistero) che anche chi parlava sapeva dei disastri di RT e all’epoca dei fatti (l’idrogeno) ne aveva approvato il piano. Senza parole.

Ora vorremmo per l’ennesima volta ricordare a tutti gli attori di questa situazione che siete in debito con i lavoratori e gli utenti che in questi anni hanno lavorato e patito condizioni penose. Basta parole, rimboccatevi le mani e fate uscire dalla crisi questa società e i suoi dipendenti.

Siamo stanchi di vedere che a nessuno importi di quello che succede e nessuno metta in atto per tempo azioni che garantiscano il pagamento regolare dei lavoratori. Passano gli amministratori e i dirigenti, ma sono sempre e solo i lavoratori a effettuare il servizio tutti giorni. È inammissibile e non più tollerabile che siano sempre i lavoratori gli ultimi della scala delle priorità”.