Imperia: giovane madre morì su A10. Il marito condannato a 3 anni di carcere, 6 anni per il camionista / La sentenza

Giudiziaria Imperia

Sei anni di reclusione per Medhi Istiquam e 3 anni per Maurizio Creazzo. Questa la sentenza di condanna pronunciata oggi in Tribunale a Imperia dalla Giudice monocratica Marta Maria Bossi (PM Luca Scorza Azzarrà), nell’ambito del processo che vedeva sul banco degli imputati l’imperiese Maurizio Creazzo, 39 anni (difeso dall’avvocato Luca Ritzu) e il camionista francese 33enne Medhi Istiquam (difeso dall’avvocatoAndreaRovere), accusati di omicidio colposo aggravato a seguito dell’incidente che causò la morte di Laurie Porro, 32 anni, moglie di Creazzo.

La donna, nella serata del 22 marzo 2016, viaggiava sull’Autostrada A10 Genova-Ventimiglia, a bordo di una Renault Espace, insieme al marito e ai tre figli (una bambina di 7 anni, uno di 5 anni e una di 10 mesi) e tra Imperia Ovest e Arma di Taggia, a seguito dell’impatto con un tir, condotto dal secondo imputato Medhi Istiquam, perse la vita.

Nel processo sono costituiti parte civile Creazzo, i familiari della vittima e le assicurazioni, rappresentate dagli avvocati Andrea Artioli, Bruno Di Giovanni, Davide La Monica e De Pascalis.

La Giudice ha condannato in solido Creazzo e Istiquam al risarcimento dei danni a favore dei tre figli della vittima, la cui provvisionale totale ammonta a 450 mila euro, e alle parti civile costituite, provvisionale di 251 mila euro.

La Giudice ha escluso per Creazzo l’aggravante della guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

La ricostruzione dei fatti secondo l’accusa

L’accusa, sostenuta dal Pubblico Ministero Luca Scorza Azzarà, imputa al camionista francese il sorpasso, in galleria, in autostrada, di un altro camion, violando il divieto indicato dalla segnaletica stradale e ad una velocità superiore a quella consentita.

Dopo aver effettuato il sorpasso, Istiquam, secondo l’accusa, si sarebbe fermato sulla corsia di marcia, causando la frenata del camion precedentemente superato, condotto da un autotrasportatore romeno.

Nel frattempo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe sopraggiunto un terzo autoarticolato (non si conoscono le generalità del camionista) che avrebbe tentato il sorpasso dei due tir, senza però riuscirvi in quanto la carreggiata solo parzialmente libera. In quel momento sarebbe sopraggiunta l’auto guidata da Creazzo che avrebbe tentato una manovra di emergenza, sterzando sulla destra, senza però riuscire ad evitare l’impatto con l’autoarticolato condotto dall’autotrasportatore romeno. Un impatto che si rivelò fatale per la moglie 33enne.

“Maurizio Creazzo non è l’unico responsabile dell’incidente ha dichiarato la famiglia Porro – la durata di questo procedimento è stata lunga, 6 anni, e non abbiamo tutte le risposte. Ci sono ancora domande in sospeso”.