Controlli dei Carabinieri in provincia: in tre giorni scattano arresti e denunce per furti, ricettazione e porto abusivo di coltelli

Cronaca

Non si ferma l’attività di contrasto alla criminalità, messa in atto dai Carabinieri su tutto il territorio della provincia di Imperia. 

Oltre, come noto, al fermo di indiziato per tentato omicidio di domenica ad Imperia, negli ultimi tre giorni i Carabinieri hanno eseguito numerosi arresti e denunce. 

Controlli dei Carabinieri in provincia: scattano arresti e denunce

I Carabinieri a Ventimiglia, hanno denunciato uno straniero per ricettazione, trovato in possesso di uno smartphone rubato il 19 giugno scorso, rintracciato grazie al sistema di rilevamento dell’apparato fruibile ormai sulla quasi totalità dei modelli in commercio;

Ad Arma di Taggia, hanno arrestato un cittadino straniero irregolare in flagranza di “taccheggio” in un supermercato, avendo tentato di rubare capi di vestiario e materiale elettronico, denunciando un connazionale per lo stesso motivo;

A Sanremo, hanno dato esecuzione a un provvedimento detentivo a carico di un italiano, condannato in via definitiva a 4 mesi di reclusione per violazioni in materia tributaria e contabile, nonché proceduto alla denuncia per evasione di una persona assente dal domicilio al momento del controllo dei militari dell’Arma;

A Bordighera, hanno denunciato una persona per porto abusivo di coltello.

Preme sottolineare come, ancora una volta, l’interlocuzione diretta tra il cittadino e l’Arma sia la chiave di volta per costruire, insieme, una sicurezza comune: è accaduto nel caso di Ventimiglia appena citato, così come nell’attività svolta per giungere all’identificazione dell’aggressione indicata in apertura.

Allo stesso modo, i Carabinieri possono anche fornire informazioni e sfatare i cosiddetti “luoghi comuni”: tra questi, l’erroneo convincimento che sia consentito portare un coltello se la lama “è più corta di a quattro dita”. La legge è chiara: “Senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere…”. E il “giustificato motivo” ricorre “quando le esigenze dell’agente siano corrispondenti a regole relazionali lecite, rapportate alla natura dell’oggetto, alle modalità di verificazione del fatto, alle condizioni soggettive del portatore, ai luoghi dell’accadimento e alla normale funzione dell’oggetto”, che sicuramente non lasciano spazio – ad esempio – a deterrenza o autodifesa, in un luogo pubblico affollato, sul lungomare di un qualsiasi centro della Riviera dei Fiori.