Imperia: bambini disabili esclusi da pranzo assistito, il caso in consiglio. Verda: “Scelta ignobile e indegna”. Volpe: “Problema in via di risoluzione”

Attualità Imperia

“È stata fatta una scelta ignobile e indegna”. Queste le parole del consigliere di Imperia al Centro Edoardo Verda intervenuto in consiglio comunale nell’ambito della pratica, poi approvata, relativa all’affidamento in house alla Seris dei servizi integrati di refezione scolastica a favore delle scuole cittadine e di pulizia degli immobili comunali per i prossimi 7 anni, per un corrispettivo totale di oltre 500 mila euro. 

Nel dettaglio, il consigliere Verda ha fatto riferimento al caso, sollevato da alcune famiglie, relativo al servizio del pranzo assistito, presso i plessi scolastici cittadini, dal quale alcuni bambini con disabilità sono stati esclusi per via della mancanza di personale disponibile per garantire il rapporto “1 a 1”.

Presenti in sala anche alcune famiglie di ragazzi con disabilità e l’associazione “La Giraffa a Rotelle” che si è fatta carico di portare all’attenzione pubblica il problema.

Nel corso della discussione, l’assessore Luca Volpe ha assicurato che il servizio sarà garantito a tutti.

Imperia: bambini disabili esclusi da pranzo assistito, il caso in consiglio comunale

Edoardo verda

“Ci sono delle scelte che caratterizzano le posizioni politiche di una amministrazione. Anche in riferimento alle ultime elezioni politiche, vorrei fare una precisazione: non siamo tutti uguali, ci sono delle scelte che ci caratterizzano e, a mio avviso, è stata fatta una scelta sbagliata e profondamente ingiusta.

Tra i servizi che il Comune offre ci sono i servizi accessori per i bambini che frequentano le nostre scuole, ovvero il doposcuola, il doposcuola breve e il pranzo assistito. I primi due garantiscono ai bambini che non frequentano tempo pieno la continuità all’interno dell’istituto scolastico insieme agli educatori comunali. Il pranzo assistito invece prevede la possibilità per quegli stessi bambini di mangiare all’interno delle mense scolastiche non seguiti dal personale scolastico ma dagli assistenti comunali.

Sono rallegrato del fatto che questi servizi, che hanno la funzione di sostenere le famiglie, siano stati ricostituiti dopo la pandemia, però c’è un problema. Per fare richiesta di questi servizi accessori c’era una finestra temporale fino a fine agosto. Nella richiesta non si faceva menzione di eventuali esclusioni di bambini con difficoltà. Tutte le famiglie che erano interessate al servizio hanno presentato domanda. Il problema sta nel fatto che alcune di queste famiglie hanno visto respingere la propria richiesta da parte degli uffici comunali. Sottolineo che questo non è un attacco agli uffici, ma alla politica dell’amministrazione e alla scelta fatta.

Queste famiglie si sono viste rifiutare domanda con specifica risposta: erano famiglie di bambini con disabilità che necessitavano del rapporto 1 a 1, quindi educatore-bambino. Questo richiede un dispendio da parte dell’amministrazione sicuramente più ampio, ma si parla di circa 8 famiglie nell’intero comune che dovrebbero essere le prime a essere sostenute.

Questa è una di quelle che scelte che determinano e rendono evidente la differenza tra le posizioni politiche. Non siamo tutti uguali. Questa è una scelta ignobile e indegna. Capisco che ci possano essere difficoltà economiche, ma se viene fornito servizio è fuori da ogni logica escludere chi ha più bisogno. Bisogna assicurarsi che i primi a poterne usufruire siano chi ne ha più bisogno. Spero che ci sia un passo indietro da parte dell’amministrazione. Si può scegliere di fare altre scelte, come il rifacimento del palazzo comunale e le luminarie, oppure si può scegliere di garantire dei servizi che richiedono un certo sforzo.

Vorrei concludere citando l’articolo 3 della Costituzione: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. Noi saremo sempre da questa parte, a difesa dei più deboli. Spero che questa sera si possa fare un esame di coscienza e rendersi conto che quello che è stato fatto è stato sbagliato”.

All’intervento del consigliere Verda sono seguiti gli interventi dei consiglieri Roberto Saluzzo (Imperia di Tutti), “non si può pensare che ci sia questa discriminazione e che ci sia qualcuno che rimane indietro. Vanno risolti prima questi problemi e poi ci si può occupare di tutto il resto”, e Fabrizio Risso (PD), che ha anche lanciato l’appello affinchè “non siano ridotti i punti cottura, devono rimanere 10”, che hanno sostenuto la posizione del collega di opposizione oltre ad aver sottolineato altri aspetti relativi alla pratica.

Dall’altra parte, il consigliere di maggioranza di Area Aperta Orlando Baldassarre ha sottolineato che “non si sarebbe dovuto arrivare a questo punto” e che “considerata la sensibilità del Sindaco Scajola sicuramente risolverà il problema”. Più critici rispetto all’intervento di Verda, invece, i consiglieri Innocente Ramoino, Giovanni Montanaro (Imperia Insieme) e, in particolare, il consigliere Andrea Landolfi (Obiettivo Imperia).

Cavalcare la disabilità è una cosa vergognosa ha affermato il consigliere Landolfi – I consiglieri Verda e Saluzzo erano assenti alla seduta della commissione. È più comodo cavalcare la questione qui dove c’è audience rispetto alla commissione. Un po’ come è successo con il caso Gabrielli quando fece fare una figura alla Emilio Fede a tutto il consiglio comunale. Si vergogni per come si è rivolto a questa sala”.

“Ero assente perchè avevo un esame universitario – ha replicato Verda – Quello che volevo sottolineare con il mio intervento è che con le sue scelte il Comune ha mostrato che questa tematica non era una priorità. Appena venuti a conoscenza del problema avrebbero dovuto risolverlo subito”.

La replica dell’assessore Luca Volpe

“Nella mia presentazione ho discusso della pratica all’ordine del giorno questa sera. Chi ha sollevato altri problemi, ovvero la parte più rancorosa di questo consiglio, chi ha fatto polemica su un argomento come la disabilità forse deve farsi una riflessione internamente.

Il fatto di dare a Seris un contratto di 7 anni dà all’azienda la possibilità di investire sulla qualità del servizio.  

Non è possibile che un amministrazione dica a chi dare un servizio e a chi no. I servizi li diamo a tutti. Ci siamo fatti in 4 per riattivare servizi che si erano fermati da 2 anni. Questa amministrazione non farà mancare il servizio a nessuno”.