Tragedia A10: 19enne afghano travolto e ucciso in autostrada, il cordoglio della CGIL. “Ennesimo episodio inaccettabile, necessario campo di accoglienza per le persone in transito”

Provincia

L’ennesimo episodio appreso oggi di un migrante investito verso la Francia è inaccettabile – Queste le parole di Fulvio Fellegara, Segretario Regionale Cgil Liguria, in merito al migrante travolto e ucciso questa mattina, all’alba, alla barriera di Ventimiglia, sull’autostrada A10.

Migrante travolto e ucciso mentre percorreva a piedi l’autostrada: il cordoglio della CGIL

“Pochi mesi fa, in occasione dell’ultimo incidente proprio sulla A10 (erano 2 i migranti investiti in quell’occasione), avevamo dichiarato che si trattava di un’ennesima puntata di un triste film già visto; era il 2 aprile scorso e solo un mese prima, il 2 marzo, un altro migrante era morto folgorato sul tetto del treno, mentre cercava di attraversare la frontiera di nascosto.

E ancora la serata del 31 ottobre 2021, un analogo episodio era capitato alla stazione di Garavan Menton. Successivamente un cadavere, in avanzato stato di decomposizione e per questo irriconoscibile, è stato rinvenuto in un burrone sul Passo della morte. E solo poche settimane prima, un altro decesso aveva bloccato il traffico ferroviario all’altezza di Latte, prima della frontiera: era il 1 febbraio 2021. E il 29 agosto, in un episodio identico aveva visto la morte un uomo del Bangladesh proprio nello stesso tratto. E ancora il 3 giugno un migrante era morto affogato vicino alla foce del fiume Roja, dove pare si era immerso per lavarsi; e la mattina del 27 maggio un ragazzo pakistano di 37 anni, trovato morto dai netturbini, a fianco ai bidoni dell’immondizia; e il 22 maggio il suicidio presso il CPR di Torino di Mamadè Moussa Balde originario della Guinea, che il 9 maggio precedente era stato selvaggiamente picchiato in centro a Ventimiglia.

Un elenco che fa male al cuore ma che è doveroso aggiornare, per provare a riconoscere la dignità dell’esistenza, almeno nel momento della morte, a persone che in vita erano considerate invisibili. Il dramma è che si tratta di un elenco parziale, perché di tanti potremmo non essere a conoscenza.

Mentre si discute di sbarchi “selettivi” le persone a fianco a noi continuano a non avere un riparo e continuano a morire. Proprio sabato scorso abbiamo manifestato a Roma e a Ventimiglia per la pace.

Ma può esserci pace se non è per tutti? E’ bene essere consapevoli che sul nostro territorio c’è bisogno di una svolta. Chiediamo a gran voce che venga finalmente allestito un campo di accoglienza per le persone in transito”.