La Nave Amerigo Vespucci diventa un fumetto grazie a due imperiesi. “L’idea nata 5 anni fa sul porto di Oneglia” / Foto e video

Attualità Imperia

Ci sono i due imperiesi Luca Celoria, sceneggiatore, e Frederic Volante, disegnatore, dietro al fumetto ambientato a bordo dell’Amerigo Vespucci, la “nave più bella del mondo”.

Il nuovissimo lavoro, intitolato “Come Dei nella tempesta, edito dalla Marina Militare, è dedicato ai marinai e a tutti i giovani che amano il mare e le avventure.

C’è anche Imperia dietro al fumetto ambientato sulla Nave Amerigo Vespucci

Oltre a Celoria e Volante, hanno contribuito alla realizzazione del fumetto anche l’avvocato imperiese Enrico Panero, per la consulenza, e l’alassino Francesco Gallo, per i colori.

L’opera è stata recentemente presentata a Lucca durante la fiera internazionale Lucca Comics & Games, la più importante rassegna europea di settore, e adesso è disponibile online.

L’emozionante avventura racconta la storia degli allievi ufficiali del primo anno dell’Accademia Navale di Livorno, durante la campagna addestrativa svolta a bordo di Nave Vespucci nel 1965.

Il titolo, “Come Dei nella tempesta”, riprende il motto del corso Kon-Tiki che gli stessi allievi ufficiali scelsero per identificarsi e raccontarsi. In particolare, il Vespucci e il suo equipaggio dovettero affrontare una navigazione in acque ristrette, in condizioni di scarsa visibilità dovuta ad una fitta coltre di nebbia e, pochi giorni dopo, in alto mare, una delle peggiori burrasche che l’unità abbia mai affrontato.

Per conoscere com’è nato questo lavoro, abbiamo incontrato lo sceneggiatore imperiese Luca Celoria.

L’intervista a Luca Celoria

Com’è nata l’idea del fumetto?

“L’idea è nata proprio in questo punto qui, 5 anni fa, sul porto di Oneglia, dove era ormeggiata la nave Palinuro.

Ero salito a bordo e avevo chiesto di poter scattare un paio di fotografie per un altro fumetto inerente al mare. Parlando con l’equipaggio, mentre sfogliavano il mio lavoro, abbiamo fantasticato arrivando poi all’idea di ambientarlo sulla Nave Vespucci.

Da li è iniziato un lavoro di contatto e alla Marina è piaciuta questa idea. Poi è cominciata la struttura, la sceneggiatura, il lavoro e i disegni”.

Al lavoro ci sono stati più imperiesi. Come si è sviluppato tutto?

“Con Frederic Volante, che lavora per la Bonelli, siamo in sintonia da anni, lavoriamo insieme da più di 30 anni. Quando ho avuto questa idea lui ha accettato subito.

Siamo una squadra di 4 persone. Io ho fatto le sceneggiature, Frederic ha fatto le matite e parte dei colori.

Francesco Gallo, che è di Alassio, si è occupato dei colori e ha aiutato Frederic a fare il volume.

Poi c’è l’avvocato Enrico Panero che fatto tutta la parte di consulenza e struttura per realizzare un fumetto così importante”.

Qual è stata la parte più difficile da realizzare?

“La Marina Militare è stata fantastica, mi hanno dato tanto supporto. Si può dire che non è mio o di Federico, è di tutti quanti.

Quando c’era un problema con la sceneggiatura, mi mettevano in contatto direttamente con un responsabile.

Per esempio, io non sapevo bene quale cima poter utilizzare e mi hanno messo in contatto diretto con il manovratore dell’Amerigo Vespucci. C’era un evento storico in cui bisogna studiare bene cosa è successo e mi hanno messo in contatto con l’archivio storico. E così via.

Ogni cosa in questa fumento abbiamo cercato di renderla più veritiera, ma anche divertente e affascinante possibile”.

Ci parli della copertina?

“La Vespucci penso sia l’unica nave al mondo dove la gente non sa quale sia la parte migliore.

Così abbiamo pensato di fare la prora davanti e la poppa di dietro. Completamente in asse.

Federico si è divertito moltissimo quando ho avito questa idea. Però il risultato ne vale la pena. C’è la nave che viene verso di noi con la tempesta dietro che va verso il sereno”.

Qual è stata la parte che ti ha entusiasmato di più?

“Sicuramente il fatto che si tratti di una storia contemporanea. Una storia di ragazzi che escono dal primo anno dell’accademia di Livorno e l’estate fanno circa 100 giorni a bordo.

È una storia vera, contemporanea. Un po’ come se ci fossero i nostri ragazzi che possono vivere una avventura. I nostri ragazzi possono viverla sul serio.

Questo devo dire che è l’aspetto che mi piace più di tutti. Poi è pieno di microstorie una più bella dell’altra.

Il libro è in vendita su Amazon”.