19 Giugno 2024 07:14

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19 Giugno 2024 07:14

Rigassificatore a Vado Ligure: presidente Toti contro le proteste. “Gas fondamentale per vivere, dopo il taglio della Russia. Chi si oppone vuole impianto altrove ma gas a casa propria”

In breve: Giovanni Toti interviene a seguito della manifestazione di protesta di alcuni giorni fa, con la partecipazione di esponenti dell’opposizione in consiglio regionale.

“Prendiamo atto della manifestazione di protesta che si è svolta sulle spiagge tra Savona e Bergeggi. Massimo rispetto per i cittadini; meno per chi, esclusivamente per sterile polemica politica finalizzata a raggranellare qualche voto, paventa rischi inesistenti, alimentando le paure dei residenti”.

Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, commissario di governo per il posizionamento della nave rigassificatrice Golar Tundra al largo di Vado Ligure nel secondo semestre del 2026 secondo quanto previsto dal Piano energetico nazionale, interviene a seguito della manifestazione di protesta di alcuni giorni fa, con la partecipazione di esponenti dell’opposizione in consiglio regionale.

Nave rigassificatrice a Vado Ligure: presidente Toti sulla protesta dei cittadini

“Il tema della nave rigassificatrice riguarda Vado Ligure e l’Italia insieme: se vogliamo fare la doccia calda, scaldare case e ospedali, cucinare e produrre, se vogliamo vivere il gas è fondamentale.

Sotto ogni casa, in ogni strada corre un tubo del gas. L’intera costa adriatica sarà interessata da nuove condotte per il gas. Chi protesta, si incatena e rilancia fantasiose previsioni apocalittiche, non vuole il rigassificatore nel territorio in cui vivi, ma vuole, eccome, il gas a casa propria: gas sì, ma impianti no.

E dove metterebbero l’impianto per avere acqua calda a casa propria? Sempre a casa di altri. Direi che così non va. 

“La questione rigassificatore non riguarda solo Vado Ligure, Quiliano, Carcare, Cairo Montenotte e Altare – sottolinea Toti – ma l’Italia. Esattamente come il gasdotto Tap che sbarca in Puglia non riguarda solo i cittadini di quella zona: se oggi abbiamo potuto viverenonostante il taglio del gas russo lo dobbiamo proprio a quel gasdotto, che molti non volevano. Il tema energetico riguarda il Paese: pochi mesi fa le famiglie non riuscivano a pagare le bollette e le imprese chiudevano licenziando i dipendenti. Oggi, solo perché al momento la pressione si è allentata, allora riteniamo inutile avere gasdotti e rigassificatori nuovi? Ma la crisi energetica non è affatto finita e per questo è fondamentale prepararci per tempo – chiosa Toti – di fronte ai prossimi aumenti”.

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