DIANO MARINA. INCHIESTA VOTO DI SCAMBIO: OLTRE AGLI INDAGATI, ANCHE VARI SOGGETTI PEDINATI. I NOMI. POSSIBILE NUOVO FILONE SULL’EX GESTIONE DI G.M. S.P.A./ DETTAGLI

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Da sinistra in alto: Giacomo Chiappori, Cristiano Za Garibaldi, Domenico Surace e Bruno Manitta. Sotto: Angelo Basso,Francesco Parrella, Marco Perasso e Rodolfo Leone
Da sinistra in alto: Giacomo Chiappori, Cristiano Za Garibaldi, Domenico Surace e Bruno Manitta. Sotto: Angelo Basso,Francesco Parrella, Marco Perasso e Rodolfo Leone

Diano Marina – Hanno intenzione di rispondere a tutte le domande del sostituto procuratore Alessandro Bogliolo gli amministratori del Comune di Diano Marina (il sindaco Chiappori, gli assessori Za Garibaldi e Bregolin) che risultano indagati dalla Procura di Imperia per “voto di scambio”. L’avviso di conclusione delle indagini notificato ai 7 indagati, dal 2011, è stato notificato lo scorso 27 novembre dando loro la possibilità di accedere agli atti della corposa inchiesta che li ha visti protagonisti. In principio gli indagati erano ben 15 ma man mano l’evolversi delle indagini le posizioni di 8 persone sono state stralciate.

Oltre al sindaco Giacomo Chiappori, all’assessore Cristiano Za Garibaldi, all’assessore Francesco Bregolin, all’ex assessore Bruno Manitta (oggi consigliere comunale) e all’amministratore unico della G.M. S.p.A. Domenico Surace, a Giovanni Surace (padre di Domenico, ndr) e Giovanni Sciglitano (commerciante ambulante) che risultano tutti indagati sono stati interessati a vario titolo, intercettati, ascoltati come persone informate sui fatti e a volte pedinati anche: il consigliere Davide Carpano, l’ex sindaco di Diano Marina Angelo Basso, il candidato consigliere Tindaro D’Agostino, l’ex assessore Marco Perasso, Angela Basso (figlia dell’ex sindaco), Franco Mistretta (vice comandante della Polizia Municipale), Francesco Parrella (l’ex vice comandante della Polizia Municipale), alcuni agenti tra cui: Goina, Risso e Di Falco, l’ex vice sindaco di Imperia Leone Rodolfo, il presidente della SPUI Massimiliano Ambesi, l’ex assessore al bilancio Nino Calcagno, l’ex AD della G.M. S.p.A. Roberto Elena e Jacopo Damonte candidato nelle fila di “Diano Insieme” alle ultime elezioni comunali.

Durante i tre anni di inchiesta gli investigatori della DDA (Divisione Distrettuale Antimafia) genovesi hanno scavato nel passato degli indagati, perquisito le abitazioni, installato cimici, pedinato e controllato i conti bancari degli indagati e dei familiari cercando elementi di riscontro alla tesi accusatoria. Ma non si è trattato solo di verificare se ci fosse o meno un collegamento tra l’amministrazione e la criminalità organizzata, poi escluso dagli stessi inquirenti. Sono stati passati al setaccio i conti della G.M. S.p.A., società del Comune di Diano Marina che gestisce il porto e alcuni stabilimenti balneari oltre che i parcheggi a pagamento. Il quadro che è emerso dai controlli parrebbe mettere sotto accusa la gestione della società da parte degli ex amministratori che avrebbero adottato “un sistema clientelare”. Una contestazione che potrebbe dare il via ad un altro filone d’inchiesta che vedrebbe coinvolti ex amministratori aziendali e politici.