IMPERIA. SCIOPERO DEL PERSONALE DEGLI SPORTELLI DELLE POSTE ITALIANE. I LAVORATORI:”SIAMO FIGLI DI UN DIO MINORE” /LA LETTERA

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Imperia. Nessuna sigla sindacale si è mai occupata seriamente di noi lavoratori Staff di Filiale – Sono queste le parole di alcuni operatori della filiale centrale della città –  figli di un Dio minore, non esistiamo, non produciamo, non siamo premiati….tuttavia dobbiamo essere Squadra e raggiungere o far raggiungere obiettivi…., ci vengono imposte responsabilità molto importanti e richiesta eccellenza operativa. Fermo restando la solidarietà con tutti i lavoratori che subiscono ingiustizie, credo che non dovrebbero mai essere utilizzate forme di lotta in modo strumentale e pretestuoso e me lo si consenta improprio.

In questi giorni è stato indetto uno sciopero addirittura per il primo giorno del mese e primo giorno di pagamento pensioni 02 febbraio 2015 su base Provinciale e di tutto il personale di Mercato Privati di Poste Italiane Spa (mai successo in tutta la storia postale).
Al contrario, quando un lustro fa è stata soppressa la Filiale di Sanremo (tagliando sul comprensorio sanremese circa trenta posti di lavoro), ad esempio, non è stato indetto nemmeno uno sciopero..
Per quale illustre ragione?!. Dove è stato il sindacato dagli anni ’80 ad oggi? Dormiva sonni profondi?!
Troppe volte i sindacati hanno condiviso la politica aziendale quando al contrario non era assolutamente negli interessi dei lavoratori.
Troppe volte il sindacato si è messo in una posizione interlocutoria con il datore di lavoro intervenendo sulle strategie aziendali, facendo politica vera e propria, esondando dalle proprie competenze “dimenticandosi di fatto” poi di molti oggettivi problemi dei lavoratori.
È troppo facile vivere facendosi forti con proclami e cartelloni, ma poi di fatto sedersi ai tavoli ed accettare passivamente ed addirittura, in alcuni casi, diventare parte attiva: invertendo i ruoli e proponendo ed anticipando le linee di impresa (prerogativa ed onere del datore di lavoro).
Oggi assistiamo inermi ad una preoccupante commistione dei ruoli che non avrebbe mai dovuto verificarsi e che dovrebbe essere al più presto estirpata.
Il cartello sindacale deve tornare a ricoprire il suo peculiare incarico tutelando gli interessi dei lavoratori, smettendo di fare politica ed atteggiarsi a “socio” d’impresa: un ruolo pericoloso ed estremamente conflittuale.
Serve maggiore trasparenza, maggiore equità, maggiore giustizia e ponderazione anche e soprattutto da parte del sindacato.
Ribadisco che sia corretto protestare ed agire contro le ingiustizie, ma credo che questo, allora, avrebbe dovuto e deve essere fatto sempre, ma in modo proporzionato alle circostanze.
Lo sciopero del 02 febbraio 2015 potrebbe essere definito utilizzando il gergo, secondo il diritto…, “un eccesso di difesa” ed oltretutto intempestivo in quanto, se vero è che sia stata intrapresa una tutela legale da parte del sindacato a favore dei due dipendenti vittime di un ingiusto trasferimento, tale atteggiamento potrebbe pregiudicarne l’esito ed essere inopportuno in quanto prima si dovrebbe aspettare l’esito della causa di lavoro .
L’astensione dal lavoro in questa giornata provocherà anche di fatto l’impossibilità per molti pensionati di poter riscuotere il proprio vitalizio ed altri servizi considerati essenziali: situazione sicuramente contraria ai diritti della persona.
Il sindacato non dovrebbe protestare contro le norme del lavoro se risultassero applicate legalmente: la parola ultima dovrebbe essere quella del Giudice del Lavoro.
Norme del lavoro che spesso e volenterosamente negli ultimi decenni il sindacato ha attivamente condiviso con i vari governi succedutesi, ma sempre a scapito dei lavoratori con il risultato di frammentarli e dividerli ulteriormente.
Non si possono accettare accordi capestro preconfezionati e poi sacrificare delle minoranze con la solita frase fatta: “di meglio non si poteva ottenere”…
Viene il sospetto che oltre tutto questa commediola ci sia il disegno di una altra possibile strumentalizzazione che celi, ahimè, altri fini meno nobili.
Per questi motivi alcuni di noi operatori di Staff di Filiale di Imperia, pur essendo pienamente solidali con i colleghi interessati dall’ingiustizia lamentata, non aderiranno allo sciopero indetto su base provinciale dalle sigle sindacali UILPOST – UGL COMUNICAZIONI- SLC CGIL per lunedì”