Home, Politica, Speciale 9 dicembre — 13 dicembre 2013 alle 11:13

IMPERIA BENE COMUNE SULLE GIORNATE DEL 9-10 DICEMBRE: “Imperia è stata ostaggio di blocchi stradali organizzati a tavolino e coordinati da personaggi di dubbia provenienza”

Il gruppo consiliare di Imperia Bene Comune si è espresso in merito alle due giornate di protesta appena trascorse: “I fatti accaduti nella nostra città lunedì 9 e martedì 10 non hanno assolutamente precedenti nella storia di Imperia e meritano una riflessione collettiva e molto approfondita, visti i contorni poco chiari che hanno assunto con il passare delle ore. La […]

di Selena Marvaldi

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Il gruppo consiliare di Imperia Bene Comune si è espresso in merito alle due giornate di protesta appena trascorse:

I fatti accaduti nella nostra città lunedì 9 e martedì 10 non hanno assolutamente precedenti nella storia di Imperia e meritano una riflessione collettiva e molto approfondita, visti i contorni poco chiari che hanno assunto con il passare delle ore.

La manifestazione svolta lunedì mattina, con una partecipazione altissima, ha messo in piazza la rabbia e la disperazione di una cittadinanza messa in ginocchio dalla crisi economica, schifata da una politica incapace di ascoltarne i bisogni e completamente piegata alle logiche imposte dalla finanza europea. Una rabbia legittima e comprensibile, che ha messo a nudo l’inadeguatezza e la debolezza delle organizzazioni politiche e sociali (comprese quelle della sinistra) e che merita senza dubbio attenzione e risposte. Per questo l’atteggiamento mostrato dal Sindaco, lontanissimo da queste richieste non solo fisicamente, è sicuramente ingiustificabile.

L’evoluzione di quella protesta, però, presenta contorni molto torbidi, non tanto per i toni che ha assunto, quanto piuttosto per la sua gestione. Imperia è stata ostaggio di blocchi stradali organizzati a tavolino e coordinati da personaggi di dubbia provenienza; persone appartenenti ad ambienti malavitosi (come ammesso dallo stesso Questore di Imperia), militanti dell’estrema destra e “forestieri” che si muovevano con incredibile facilità tra i diversi blocchi e che hanno strumentalizzato i molti giovani in libera uscita. A questo si aggiungono episodi gravissimi, come le minacce subite da molti commercianti per chiudere le loro attività.

In tutto questo contesto, le forze dell’ordine sono sembrate per lo più assenti e, quando presenti, non si sono mai opposte ai manifestanti. Quello che desta profonda preoccupazione, quindi, è la gestione dell’ordine pubblico vista in questi giorni. La sensazione, per chi come noi ha monitorato continuamente la situazione, è stata di una tendenza a lasciar fare qualsiasi cosa ai manifestanti, senza limitarne gli eccessi e favorendo quindi la creazione di un situazione totalmente incontrollata. Le giustificazioni, che individuano nella scarsa presenza di agenti e di mezzi la difficoltà a gestire la piazza, appaiono deboli alla luce dell’ingente spiegamento presente in città nella giornata di martedì che non è stato però impiegati nell’attività di prevenzione e contenimento.

Ci permettiamo di rivolgerci, quindi, all’attenzione di Sua Eccellenza il Prefetto Fiamma Spena per avere alcuni chiarimenti sull’accaduto e, in particolare per sapere:

-Chi ha avuto la gestione diretta dell’ordine pubblico nelle giornate di lunedì 9 e martedì 10 ad Imperia?

-Per quale motivo, come riferitoci da diversi agenti interpellati in strada, l’ordine impartito era quello di non intervenire verso i manifestanti?

-Qual è stato il ruolo dei moltissimi agenti in borghese mescolati ai manifestanti?

In ultimo, crediamo che trovare un capro espiatorio tra gli studenti e le persone che sono state strumentalizzate in questa protesta preannunciando decine di denunce sia un modo per non indagare a fondo le responsabilità di quanto accaduto. Responsabilità che vanno ricercate in chi ha organizzato le piazze e i blocchi e soprattutto in chi ha permesso che ciò avvenisse senza alcun contrasto.

Il nostro ruolo, assieme a quello delle altre forze democratiche presenti in città, è quello di vigilare su episodi che, se uniti tutti assieme, portano alla mente angoscianti ricordi di tentativi eversivi operati da settori dello Stato”.