Home, Politica — 29 dicembre 2013 alle 16:29

CASO SERIS – Antonello Ranise (FI): “L’attuale maggioranza sta seguendo la strada da me sostenuta in passato”

L’ex assessore ai servizi educativi  e attualmente consigliere comunale di Forza Italia Antonello Ranise ci scrive per dire la sua sull’esito della votazione sulla mozione contro la privatizzazione Seris. “Intervengo – scrive Ranise – sul tema della ristorazione scolastica, perché impossibilitato (per motivi di salute) a partecipare all’ultimo consiglio comunale. Sarebbe facile ora lasciarsi andare a ironie o a commenti […]

di Redazione

Antonello ranise

L’ex assessore ai servizi educativi  e attualmente consigliere comunale di Forza Italia Antonello Ranise ci scrive per dire la sua sull’esito della votazione sulla mozione contro la privatizzazione Seris.

“Intervengo – scrive Ranise – sul tema della ristorazione scolastica, perché impossibilitato (per motivi di salute) a partecipare all’ultimo consiglio comunale.
Sarebbe facile ora lasciarsi andare a ironie o a commenti divertiti sulle giravolte del PD (e non solo), sulle incertezze e divisioni della maggioranza, corredate da relative brutte figure. Si è fatto fin troppo teatrino, troppa demagogia e, non di rado, lo si è fatto con una dose di ipocrisia insopportabile.
Proviamo a ragionare e a ricordare alcuni fatti:

1) La “Seris” ha ben lavorato in questi anni, e non c’era da parte mia né di nessun altro esponente del mio partito, né della giunta di cui all’epoca facevo parte, la volontà di “liberarsene”, come qualcuno ha voluto far credere.
2) La normativa, all’epoca in cui ero assessore, divenne sempre più stringente e univoca (sentiti anche autorevoli pareri legali) e non permetteva di riaffidare il servizio alla “Seris”
3) La drammatica mancanza di fondi del comune avrebbe determinato una progressiva contrazione dei trasferimenti alla Seris con inevitabile scadimento del servizio (cosa che in fatti sta puntualmente accadendo).
4) Avevamo già studiato con i dirigenti competenti una gara d’appalto con una forte clausola sociale per salvaguardare in primis i lavoratori della Seris.
5) Non ho mai nascosto la mia simpatia per le Cooperative Sociali, le quali in molte realtà italiane (anche da me personalmente visitate), permettono di assumere il personale in essere, offrono un servizio di alta qualità, ai massimi livelli di igiene e trasporto delle vivande, differenziazione della dieta in base alle diverse esigenze, attenzione alla qualità, alla filiera corta (cosiddetto Km 0), privilegiando i prodotti locali e non geneticamente modificati (tutte cose, sia chiaro, che non si sono scoperte oggi..)
6) Con i dirigenti del settore (che ringrazio per il lavoro “h 24”) ci attivammo in questa direzione, aprendo un confronto con le forze sociali e i genitori, con la convinzione che sarebbe stata la soluzione migliore. Si sa come poi finì: un ulteriore cavillo normativo permise di proseguire con l’affidamento a “Seris” e il problema fu solo rinviato. Ora i nodi vengono al pettine. Do atto all’assessore Risso di essersi mosso con serietà e buon senso.

Quando però sento dire da esponenti della maggioranza (e soprattutto del PD, che all’epoca era di parere opposto) che “aprioristicamente” non è meglio il pubblico o il privato, ma è necessario prima studiare e approfondire le problematiche e decidere pragmaticamente cosa è opportuno, lasciatemelo dire è per me motivo di soddisfazione, avendo da sempre sostenuto una tale impostazione. Perché con posizioni ideologiche e preconcette, non si va da nessuna parte, perché una cosa è fare campagna elettorale, una cosa è amministrare.
Ora pare che l’ennesimo cavillo (siamo in Italia…), permetta di proseguire ancora con la Seris: bene. Se sarà davvero ci saranno i presupposti, nulla osta. Però attenzione: paradossalmente proprio in questo modo rischiano di non poter essere riassunti i lavoratori, QUEI lavoratori che da anni prestano la propria opera per la ristorazione scolastica e che giustamente vanno tutelati (e che hanno maturato un’adeguata professionalità). Allora ancora una volta, prima di prendere qualsiasi decisione, si studi il problema in tutti gli aspetti, si chieda se necessario un parere “super partes”, ma si operi senza preconcetti. L’importante è non prendere in giro nessuno, men che mai le famiglie e i lavoratori, che costituiscono l’anello più fragile di questa complessa vicenda”.