Cronaca, Home — 20 gennaio 2014 alle 15:20

SVOLTA NELLE INDAGINI SULLA MORTE DI MARTINA ROSSI – LA PROCURA DI GENOVA:”Cercò di sfuggire ad una violenza sessuale”. Indagati due giovani per omicidio colposo e tentata violenza sessuale

Clamorosa svolta nel caso della morte di Martina Rossi (20 anni) avvenuta lo scorso 3 agosto a Palma di Maiorca, dove la giovane si era recata per trascorrere alcuni giorni di vacanza assieme a due amiche. La Procura della Repubblica di Genova ha iscritto nel registro degli indagati due giovani della provincia di Arezzo con l’ipotesi di reato di omicidio […]

di Gabriele Piccardo
Martina Rossi (foto tratta dal profilo pubblico di facebook)

Martina Rossi (foto tratta dal profilo pubblico di facebook)

Clamorosa svolta nel caso della morte di Martina Rossi (20 anni) avvenuta lo scorso 3 agosto a Palma di Maiorca, dove la giovane si era recata per trascorrere alcuni giorni di vacanza assieme a due amiche. La Procura della Repubblica di Genova ha iscritto nel registro degli indagati due giovani della provincia di Arezzo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, tentata violenza sessuale in concorso, morte in conseguenza di altro delitto e omissione di soccorso. La ragazza morì precipitando dal sesto piano dell’hotel “Santa Ana” e in un primo momento, secondo le indagini condotte dalla policia national spagnola, si è ipotizzato che la giovane fosse scivolata o che si fosse suicidata.

Le autorità spagnole da subito hanno escluso che Martina sia stata vittima della folle moda del “Balconing” (quella di tuffarsi in piscina dalla propria camera d’albergo) che negli anni scorsi ha mietuto parecchie vittime proprio sull’isola di Maiorca. Solo su imput della famiglia della giovane, del padre Bruno Rossi (noto sindacalista della cgil imperiese), la Procura di Genova ha riaperto il caso che era stato classificato come un semplice incidente. Dalle indagini è emerso che la giovane sarebbe morta nel tentativo di sfuggire ad una violenza sessuale da parte dei due giovani ora indagati. Secondo il Procuratore Biagio Mazzeo i due giovani diedero l’allarme in ritardo per cercare di nascondere le proprie responsabilità sull’accaduto. Nel registro degli indagati, sarebbero stati iscritti anche alcuni altri amici che avrebbero mentito alla Polizia nel tentativo di coprire i due presunti responsabili.