Attualità, Home, Video — 22 gennaio 2014 alle 14:03

IMPERIAPOST IN VIAGGIO VERSO ALBENGA INSIEME AI PENDOLARI/ FOTO E VIDEO – “Siamo nel terzo mondo!”

Imperiapost ha deciso questa mattina di percorrere, assieme ai pendolari la tratta Imperia-Albenga per documentare i disagi e le difficoltà della linea ferroviaria segnalate in questi giorni da molti lettori. IL VIAGGIO Stazione di Porto Maurizio. Ore 7.10. Compriamo due biglietti, direzione Albenga. L’addetto delle Ferrovie dello Stato ci informa che il treno è in ritardo di 20 minuti. Motivazione? […]

di Redazione

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Imperiapost ha deciso questa mattina di percorrere, assieme ai pendolari la tratta Imperia-Albenga per documentare i disagi e le difficoltà della linea ferroviaria segnalate in questi giorni da molti lettori.

IL VIAGGIO

Stazione di Porto Maurizio. Ore 7.10. Compriamo due biglietti, direzione Albenga. L’addetto delle Ferrovie dello Stato ci informa che il treno è in ritardo di 20 minuti. Motivazione? “Manca il macchinista”. Consultiamo gli orari, poi il display elettronico (a Porto funziona, a Oneglia è spento). Il nostro treno, diretto a Sestri Levante, dovrebbe partire alle 7.22 e arrivare ad Albenga alle 8.03.
Il ritardo ci permette di fare colazione. Il gestore del bar della stazione ci racconta del malumore dei pendolari, costretti da alcuni giorni a viaggi delle speranza.
Usciti dal bar incontriamo alcuni pendolari. “Giornalisti! Finalmente!”. E riversano sui nostri taccuini tutta la loro rabbia. “Devo andare a Genova per lavoro – racconta una donna – Dovrebbe esserci un pullman che parte dalla stazione di Porto Maurizio per arrivare a Savona, ma non ci sono indicazioni. Io sto aspettando da decine di minuti. Non so davvero se e a che ora passerà. Siamo nel terzo mondo! Non c’è nessuna comunicazione sugli autobus che coprono lunga e breve tratta“.

Finalmente, intorno alle 8.45, riusciamo a prendere il treno, al volo, di corsa, perché non è stato annunciato.

Nei pressi di Oneglia un annuncio ci coglie impreparati. “Stazione di Oneglia, fine della corsa”. Ci prepariamo per scendere, così come tanti altri passeggeri. Per fortuna incontriamo un controllore. “Il treno non va sino a Diano?“. “Si – risponde il controllore – L’annuncio è sbagliato. Lo fanno da Genova. Potete risedervi“.
Ci risediamo e attendiamo l’arrivo a Diano Marina.

L’ARRIVO A DIANO MARINA

Arriviamo a Diano Marina alle 8 passate. Dovremmo già essere arrivati ad Albenga. Scesi dal treno e arrivati nel piazzale antistante la stazione, è il caos. Sono presenti svariati autobus, tutti senza indicazioni. Nessun cartello, nessuna scritta luminosa. Niente. Un addetto delle Ferrovie dello Stato ci indica i pullman per Albenga e Andora. Proviamo a salire. Pieno. Eccone un altro. Saliamo. Confusione. Molti passeggeri si lamentano. Un ragazzo spagnolo racconta di essere in vacanza. Deve raggiungere Roma. È partito questa mattina da Nizza e per lui è già un calvario. Appare decisamente spaesato. Partiamo, sono le 8.14. Il ritardo è già siderale. Contiamo di percorrere la tratta Diano Marina-Albenga in autobus in un’ora, perché così è indicato alla stazione di Porto Maurizio.

IL VIAGGIO IN AUTOBUS

Una volta partiti con l’autobus in direzione Albenga, restiamo fermi per alcuni minuti in coda. Con noi anche il giornalista di Primocanale Roberto Basso con il suo fidato cameraman. Anche loro hanno deciso di verificare in prima persona i disagi dei pendolari. In autobus parliamo con alcuni passeggeri.
Ho un’attività, dovrei aprire alle 9.30. Arrivo a casa la sera alle 22.30 invece che alle 21. Non ci sono orari fissi. Ci sono sempre contrattempi” racconta una commerciante che ogni mattina parte da Imperia per raggiungere Savona.
Fanno salire prima chi ha il biglietto e poi chi ha l’abbonamento. È una vergogna. Questo dovete dirlo. Sono viaggi della speranza, senza nessuna indicazione” dichiara una commessa diretta ad Albenga.

L’ARRIVO AD ALBENGA E IL RITORNO

Arriviamo ad Albenga intorno alle 8.50. Circa 45 minuti di ritardo. Per chi va al lavoro, dipendente o in proprio, la situazione è insostenibile, soprattuto perché si protrarrà almeno per due mesi.
Incontriamo uno studente dell’Istituto Alberghiero diretto ad Alassio. “Il pullman mi ci ha lasciato, come ci arrivo a scuola ora? Ogni giorno perdo due ore di scuola. Ne faccio 4 su 6. Entro un’ora dopo ogni giorno per il ritardo del treno e sono obbligato a uscire un’ora prima per riuscire a prendere autobus e treno. A frequentare la scuola così per diversi mesi rischio di perdere l’anno“.
Scopriamo così che per raggiungere Alassio, paradossalmente, ci vuole più tempo di quanto non se ne impieghi per arrivare ad Albenga. Per recarsi ad Alassio, infatti, occorre raggiungere Albenga e poi prendere un treno o un autobus per arrivare nella città del muretto.
Per chiudere il nostro reportage entriamo in stazione per verificare i ritardi dei treni diretti verso Savona e Genova. Niente. Terminal fuori uso. La biglietteria è assalita dai passeggeri. Non c’è un punto informazioni. Presso lo stesso sportello si comprano i biglietti e si chiedono informazioni. Vicino allo sportello c’è un piccolo terminal. I ritardi, dai 10 ai 25 minuti non si esauriscono. Per chi deve arrivare a Savona e Genova è un’altra avventura. I ritardi si accumulano a catena e nel capoluogo ligure si arriva anche con più di un’ora di ritardo. Noi ritorniamo a Imperia. Stesso percorso, autobus e poi treno. Partenza alle 9.20 e arrivo alle 10 passate. Un viaggio di 50 minuti, in totale tre ore per andare e tornare da Albenga. In macchina ci si impiega un’ora massimo.
Due mesi così appaiono davvero insostenibili. L’auspicio nostro è che le Ferrovie dello Stato e la Regione facciano il possibile per facilitare la vita dei pendolari. Nel frattempo, da parte nostra, per quel che può contare, la nostra vicinanza va a tutti i pendolari.

 

Gabriele Piccardo e Mattia Mangraviti